L’italia va avanti con il primo in classifica

E' un anno che leggo saggi e libri di attualità e li recensisco sul mio blog. Non pensavo si arrivasse a questo, ma mi sono reso conto di quanto "editoria e libri" facciano notizia ed addirittura politica.

Primo esempio: De Bortoli con il suo Poteri forti (o Quasi) (La nave di Teseo, casa editrice ben condotta da Elisabetta Sgarbi) innescò una querelle con Maria Elena Boschi che pareva dovesse finire nelle aule giudiziarie, ma è finito tutto soltanto nei TG e sui giornaloni, a favore di questo campione di incassi.

Segue di qualche mese il libro di Marco Lillo, “Di Padre in Figlio” (Paperfirst, azienda consociata al Fatto Quotidiano) e le (decisamente inquietanti) perquisizioni che ha subito. La questione delle perquisizioni di Lillo si intreccia con il periodo di lancio del libro, un ottima maniera per dare visibilità all’autore e all’opera e aumentare le copie vendute, non solo per una questione economica, ma anche per chiarire le idee a chi se le vuole chiarire sulla intricata vicenda Consip, una questione giudiziaria su un fatto considerato “normale” che a mio avviso è proprio quello che ci differenzia dal resto del Paese. Cmnq sia, nonostante la questione della perquisizione sia un fatto perlomeno vero ed acclarato, e non una "reazione", anche la parte politica del Fatto si trova ad approfittare del sistema mediatico per fare da leva alla vendita di copie del libro.

Matteo Renzi oggi fa notizia su giornali e televisioni per le proposte indicate sul suo libro in uscita, invece che per le proposte che ha depositato in parlamento. Renzi esce con “Avanti, perché l’Italia non si ferma”, pubblicato da Feltrinelli. Quando scrivo il libro non è ancora in libreria e già i temi in esso contenuti sono origine di dibattito nel circo mediatico. Pare che importanti autorità a Bruxelles, segnatamente il presidente dell’Eurogruppo Dijsselbloem e Moscovicii, commissario UE, abbiano bocciato la proposta di Renzi che arrivava nel mondo dell’informazione per presentare la sua novità editoriale, infatti, anche Gentiloni e il ministro Padoan non hanno detto nulla in riguardo. Nessuna proposta formale quindi, ma un pour parlez nato da affermazioni scritte in un libro per Feltrinelli da un segretario di partito, probabile futuro premier in caso di vittoria dell’area del PD. “una figuraccia, tuonano le opposizioni” e naturalmente “se voleva farlo, lo avrebbe potuto fare prima, perché scriverlo su un libro e basta” il dibattito infuria sui giornali e la visibilità dell’opera editoriale viene a galla. L'intervista di questi personaggi è visibile, ma oggettivamente è solo una dichiarazione presa lì da qualche giornalista e rimbalzata sui giornaloni e i TG.

L’obiettivo del segretario Renzi è chiaro, vuole vendere tanti libri e arrivare primo in classifica, stile Obama, e lo farà con tutti i mezzi, cercando di stare al centro dell’alltenzione grazie a polemiche sterili, trite e ritrite, ma funzionali al suo obiettivo, l’importante è che si venda. Ma la domanda che sorge spontanea, è, dopo tutto questa tempesta sui vari libri, i lettori capiranno davvero dei difetti sistema editoriale italiano da De Bortoli, del caso Consip da Lillo o delle politiche del PD da Renzi, per il momento tutto è concesso, basta vendere più copie di Di Battista.

Ilgattoquotidiano.info

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