Italian Good Vibes

Quale è il Paese che esce da Euro2020? L'Italia che esce da queste prime ondate di Covid, dai terribili Lockdown porta in sè degli elementi di novità che vanno segnalati. Il primo elemento è che questi segnali sono avvertiti maggiormente all'estero rispetto alla percezione che si ha nel Paese stesso. Probabilmente i problemi storici che tengono sotto scacco il Paese, uniti alle tante cartelle esattoriali, ai problemi legati all'arretratezza, fanno il paio con i nuovi problemi, il Covid, la globalizzazione che, come tanti altri Paesi Europei, ci ha relegato spesso e volentieri nella retroguardia.

Euro2020 è stato visto in diretta da 4,7 miliardi di persone in tutto il mondo, e si stima che solo l'evento finale si stato visto in diretta da 300 milioni di persone (delle quali oltre 20 milioni in Italia e 31 milioni in UK).

Ma guardiamo la composizione della squadra attraverso i giocatori. Abbiamo tutte le grandi città rappresentate: Roma, Milano, Napoli, e naturalmente, Torino che con i Giocatori della Juve e del Torino fa il pieno. Ma non mancano anche giocatori che provengono dalla provincia: Ad esempio il Sassuolo, e, ma qui è tradizione che sia così, non manca qualche inserimento da Firenze e Bologna.


Poi ci sono gli oriundi, i campioni nati altrove che hanno conquistato prima la nazionalità italiana e poi la maglia della nazionale. Ne abbiamo avuti tre, tutti dal Brasile: Toloj, Emerson e naturalmente Jorginho, ma non possiamo non ricordarci che nel giro della nazionale sono stati abbastanza frequenti Kean e El Sharaawi. Questi campioni sono sicuramente uno dei simboli dell'Italia che sta emergendo in questo mondo tutto nuovo. I dati degli stranieri in Italia sono abbastanza st


abili negli ultimi 10 anni: Gli stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2019 sono 4.996.158 e rappresentano l'8,4% della popolazione residente. E' inutile ignorarli ancora ed è oggettivamente importante pensare a loro come una parte produttiva e vitale delle nostre comunità. I Nostri campioni Oriundi hanno mostrato anche questo aspetto del belpaese, che soffre gli sbarchi, ma nello stesso tempo accoglie da anni stranieri da tutto il mondo, dai bambini ucraini di Chernobyl, a tanti lavoratori e lavoratici stranieri in Italia per cercare fortuna e un miglioramento della loro condizione e che, soprattutto, possono anche vincere.


Oltre a questi, tra i nostri Campioni d'Europa ci sono anche molti italiani che lavorano all'estero, in squadre più o meno blasonate. Quando ero piccolo era praticamente impossibile vedere giocatori italiani all'estero, oggi la cosa è diventata normale. I già citati Jorghino ed Emerson al Chelsea, Verratti al PSG di Parigi, (dove pare sbarcherà anche Donnarumma).

L'Unione Europea ha facilitato la mobilità dei lavoratori italiani all'estero. Nel 2006 gli italiani regolarmente iscritti all'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero (AIRE) erano 3.106.251, nel 2020 hanno raggiunto quas


i i 5,5 milioni: in quindici anni la mobilità italiana è aumentata del +76,6%, con un incremento pari a quello registrato nel Secondo Dopoguerra.


Questo è un'aspetto della "Nuova Italia" che sta uscendo prepotentemente: la percentuale dei nuovi migranti lavorativi non viaggia più con la valigia di cartone a cercare un posto in miniera: i posti per la produzione industriale in Europa sono in calo, e chi si trasferisce all'estero è prima un Erasmus, poi trova una collocazione lavorativa da professionista o lavoratore superqualificato. Molti Expat sono anche coinvolti nella ristorazione, nelle ONG, nelle industrie culturali e nell'intrattenimento. E' indubbio dunque che questa generazione di migranti lasci un segno della nuova Italia diverso da quello degli italiani del secolo scorso. Imprenditorialità, buon gusto, usanze importate soprattutto in riguardo al cibo italiano, portano la nostra bandiera nelle grandi capitali europee.



Se vogliamo la rappresentazione plastica di questa Italia apolide e vincente è raffigurata da Roberto Mancini, allenatore che ha fatto bene anche all'estero, dove è considerato un ottimo tecnico, sia a Manchester sponda City, al Galatasaray di Istanbul e allo Zenit di San Pietroburgo, tre club che hanno regalato al tecnico una vetrina ed una reputazione anche al di fuori dell'Italia.


Insomma passiamo in pochi mesi da un idea fortemente diffusa di un Italia che si rappresenta con i classici "Pizza, Mandolino, Mafia", Un canovaccio che pensavamo essere superato anche negli anni'80 quando emersero a livello mondiale i grandi stilisti Italiani, che è tornato in auge in questi ultimi lustri grazie anche alla potenza del cinema americano che continua ad amare questi clichè, ad una più moderna "Pizza Rock 'n Roll e Soccer".


Infatti in questa nuova, piccola rivoluzione Italica, il loro ruolo di innovatori lo fanno anche i Maneskin, provenienti da un format internazionale, X Factor, e vincitori di un eurofestival, che hanno reso "Damiano" (il cantante) una rockstar per la prima volta più rockstar che cantante italiano. Non mi addentro in commenti relativi alla musica prodotta dai Maneskin, ma è indubbio che fino al loro arrivo c'erano i cantanti di musica italiana che vendevano anche all'estero, e i rocker italiani che venivano preferiti da quelli angloamericani, mentre spopolavano in Italia. Oggi, per la prima volta nel caso di rocker italiani non è difficile incontrare giovani fans inglesi dei Maneskin, che li preferiscono ai cantanti americani o inglesi. Probabilmente un effetto lusinghiero della globalizzazione culturale.


Non dimentichiamoci dell'Italia che vince a Wimbledon, un giovane tennista italiano conquista una grande istituzione sportiva inglese. I nostri tennisti supercampioni ci avevano stupito negli anni'70 sulla terra del Roland Garros, addirittura in qualche caso vincendolo, ma il prato di Wimbledon era stato sempre poco congeniale al vecchio tennis italiano. Oggi la superficie non spaventa più nessuno, figuriamoci il servizio di Berrettini. Infatti possiamo dire che il campione Romano con i suoi 196 centimetri è "cittadino del mondo", in quanto col suo servizio è stato l'unico tennista italiano di sesso maschile della storia ad avere raggiunto in singolare almeno gli ottavi di finale in tutti i quattro tornei del Grande Slam, spingendosi fino alla semifinale agli US Open del 2019 e ai quarti di finale al Roland Garros e Wimbledon nel 2021.


Per carità, amico che sei arrivato fin qui nella lettura, nulla di reale di palpabile, di materiale. Il Paese è ancora bello che Seduto. Ma ci sono "Good Vibes" che vanno prese al volo; bene hanno fatto le maggiori istituzioni capitoline (Mattarella, Draghi, Raggi) a sfruttare il momento, perché perdere questa altra occasione che il destino ci ha messo davanti, sarebbe delittuoso.


Davide Gatto.


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