Loco...down !!! To pass from Phase 1 to Phase 2 is a political dilemma?

(ENGLISH VERSION BELOW)

E' da qualche giorno che sono state annunciate le aperture della Fase Due, l'idea che ci hanno lasciato questi annunci è che la parte "dura" di questo Covid19 è la Fase Due, molto più difficile da gestire. Tutto sommato il lockdown non è stato così difficile: una volta che si è manifestato con chiarezza alla popolazione la vera grandezza del pericolo dell'epidemia, basta chiudere tutto ex legis e chiedere di stare in casa, sulla base del principio di precauzione. La Fase Uno (che gli esperti chiamano Lockdown), nasce cresce e muore nelle case di 4 miliardi e mezzo di persone. Si va a fare la spesa, si tira fuori il vecchio strumento musicale, si provano ricette nuove in cucina, si aiutano i figli con i compiti a scuola a distanza, si apprendono pregi e difficoltà dello smart working. Dal punto di vista del politico, poi, è bastato preparare alla perfezione una conferenza stampa dove si ripeta all'inverosimile un semplice mantra: state a casa. In questo modo il nostro politico avrà salvato la popolazione da morte certa, cercando di modificare la curva del contaglio, che è l'obiettivo principale della fase uno. Quando il politico, dopo 15 giorni, avesse annunciato una ritirata dei contagi e delle morti per Covid19, si sarebbe rivelato come uno statista di razza di fronte ai suoi colleghi maggiormente ispirati al Lassier Faire, all'immunità di gregge. Per fare un paragone calcistico, il primo tempo vede trionfare sempre quel tecnico che mette la sua squadra in condizione di non arrivare al quarantacinquesimo senza scoprirsi e prendere gol. Una sana visione catenacciara trionfa sempre rispetto ad un modulo aperturista, soprattutto se l'avversario è forte. Il secondo tempo, però, è un altra storia. Il nostro politico non affronta nodi decisionali che sono ampiamente scontati, anzi. Di fronte al nostro decisore politico della fase due c'è la possibilità di assecondare i business attualmente fermi e rischiare il contagio oppure continuare con una linea prudente infierendo colpi letali all'impresa che se da una parte riesce a stare chiusa 15 giorni, arrivata alla prospettiva dei 3 mesi, in Fase Due sta considerando seriamente di chiudere per sempre. Dunque mentre nella Fase Uno la scelta era tra una catastrofe pandemica di dimensioni storiche e una chiusura di poche settimane, la fase due prospetta la scelta tra un aumento di contagio e un aumento delle aziende fallite. In politichese la questione si potrebbe ridurre come segue: una scelta tesa a salvare delle vite è decisamente meglio di una scelta che invece potrebbe portare contagi e nuovi decessi. Dunque per il politico non è allo stesso modo facile riaprire, perché tutte le responsabilità di nuovi contagi verranno date al politico che ha aperto. Si, ma prima o poi si dovrà aprire, e prima o poi ci sarà un politico che verrà accusato di non aver previsto i nuovi contagi, ma alla fine la gente in casa non la puoi tenere chiusa, è matematico: se li chiudi in casa, prima o poi li devi liberare. Siamo dunque in un cul de sac, un incubo per gli esperti di comunicazione politica, che rilascerebbero i cittadini in lockdown soltanto dopo il turno di elezioni. Liberare porta nuovi contagi e dunque la difficoltà di poter perdere i consensi acquisiti nella Fase Uno. Da tanti scienziati i leader del mondo sono stati considerati "lenti" nell'applicare il lockdown nella Fase Uno, oggi ci aspettiamo una rilassatezza e una comodità nei tempi delle riaperture tali da non rovinare la "performance" del leader di turno. il Dilemma della Fase Due per un politico, diventa un dilemma legato alla responsabilità politica. Se mantiene il Lockdown si assume le responsabilità politica di procrastinare la crisi e aumentare i fallimenti e le chiusure aziendali, se apre, si assume la responsabilità politica di aver aperto e dunque di aver firmato con una ordinanza il diffondersi di nuovi contagi. La possibilità che il politico riapra in tempi brevi e che non causi nuovi contagi è davvero una finestra strettissima di decisioni, che soltanto i team ben oliati, i politici di polso o le democrazie che non devono chiedere niente a nessuno possono pensare di centrare. La possibilità di sbagliare è effettivamente dietro l'angolo. Insomma una situazione ingestibile, passare dal normale allo straordinario è stato sicuramente il passaggio facile, sarà ritornare alla normalità un gioco da duri. E speriamo che quando il gioco si fa duro, i duri inizino a giocare.

Davide Gatto

The openings of "Phase Two" have been announced for a few days, the idea that the announcements about it have left us, is that the "hard" part of this Covid19 is Phase Two, will be much more difficult to manage. The lockdown was not so difficult: once the true magnitude of the epidemic has clearly manifested itself to the population, just close everything "ex legis" and ask to stay at home, based on the precautionary principle. Phase One (which experts call Lockdown) was born, grows and dies in the homes of 4 and a half billion people. We ve been shopping, we took out the old musical instrument, we tried new recipes in the kitchen, we helped our children with homework at a distance, we learned the qualities and difficulties of smart working. From the politician's point of view, then, it was enough to prepare a press conference to perfection where a simple mantra would be repeated: stay at home. In this way our politician will have saved the population from certain death, trying to modify the contaglio curve, which is the main objective of phase one. When the politician, after 15 days, announced a withdrawal of the infections and deaths for Covid19, he would reveal himself as a purebred statesman in front of his colleagues more inspired by the Lassier Faire, herd immunity. To make a football comparison, the first half always sees the triumph of that technician who puts his team in a position not to reach the 45th without discovering and scoring goals. A healthy "catenacciara" vision always triumphs over an aperturist form, especially if the opponent is strong. The second half, however, is another story. Our politician does not face decision nodes that are widely taken for granted, on the contrary. In front of our political decision maker of phase two there is the possibility of going along with the

businesses that are currently at a standstill and risking contagion or continuing with a prudent line, inflicting lethal blows to the company which if on the one hand manages to stay closed 15 days, arrived at the prospect of the 3 months, Phase Two is seriously considering closing forever. So while in Phase One the choice was between a pandemic catastrophe of historical dimensions and a closure of a few weeks, phase two envisages the choice between an increase in contagion and an increase in failed companies. In politics, the question could be reduced as follows: a choice aimed at saving lives is much better than a choice that instead could lead to infections and new deaths. So for the politician it is not in the same way easy to reopen, because all responsibility for new infections will be given to the politician who opened it. Yes, but sooner or later it will have to open, and sooner or later there will be a politician who will be accused of not having foreseen the new infections, but in the end the people in the house cannot keep it closed, it is mathematical: if you close them in the house , sooner or later you have to free them. We are therefore in a cul de sac, a nightmare for political communication experts, who would release citizens in lockdown only after the election round. Freeing brings new contagions and therefore the difficulty of being able to lose the consents acquired in Phase One. From many scientists the leaders of the world have been considered "slow" in applying the lockdown in Phase One, today we expect a relaxation and comfort in the times of the reopenings such as not to spoil the "performance" of the leader. the Phase Two dilemma for a politician becomes a political responsibility dilemma. If he keeps the lockdown he assumes the political responsibility of postponing the crisis and increasing the bankruptcies and company closings, if he opens, he assumes the political responsibility of having opened and therefore of having signed with an ordinance the spread of new infections. The possibility that the politician reopens in a short time and that does not cause new infections is really a very narrow window of decisions, which only well-oiled teams can think of hitting the mark. The possibility of failure is around the corner. In short, an unmanageable situation, going from normal to extraordinary was certainly the easy transition, it will be a tough game to return to normal.

And we hope that when the going gets tough, the tough get going.

Davide Gatto

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