Sull'Orlo del Caos - Dambisa Moyo


Dambisa Moyo è una saggista che mi era piaciuta nel primo libro che avevo recensito. brava e precisa. Sia chiaro che non condivido le sue idee liberiste. Credere ancora al liberismo di questi tempi è un peccato che gli suggerirei di abiurare, ma tant'è chi vive in america e ha sempre vissuto in Stati con una società a forte competitività, in posti come Washington, vanno capiti. Tuttavia mentre il libro sulla questione "Africa" in particolare è decisamente ricco di informazioni e riuscito, probabilmente perché era più sul tema, la Moyo con questo libro, scritto all'indomani della brexit e di trump eletto, è decisamente meno efficace, soprattutto agli occhi di chi legge che è in Italia.

sperso poco chiara e dispersiva. Tuttavia la sua bravura traspare anche in questa che mi sembra un opera secondaria rispetto alla precedente: diversi gli spunti interessanti. Anche se poco chiara la questione teorica, la questione delle risorse naturali, la Moyo descrive la globalizzazione nella sua accezione economico teorica e dice che al momento sebbene non ci sia una globalizzazione compiuta, la crescita economica è collegata alla globalizzazione, anche dei perdenti. Tornare ad un protezionismo, alla lunga, non può fare altro che rallentare la crescita, che con le esportazioni e le importazioni è maggiormente garantita. L'attacco alle politiche protezioniste è scomposto, qui e là, ma preciso. in effetti non mi risulta nessuna teoria anti protezionista, e la Moyo ha difficoltà a teorizzarla, l'unica cosa che dice è che la globalizzazione fatta con difetti ha causato delle frustrazioni, dello scontento e la gente si sta rivoltando contro la globalizzazione a favore del protezionismo andando a infierire sulla crescita.

Che la crescita economica sia portatrice di benessere e uguaglianza non mi pare proprio, ma sicuramente un fondo di verità c'è anche in questo, visto i tassi di crescita dei cinesi e degli indiani. è vero ad esempio, che 300 milioni di cinesi sono usciti dalla povertà, questo è un fatto, anche se la miseria e la povertà esistono sempre. La parte seguente del libro propone delle ricette per cercare di modificare i sistemi politici in forma di una decine di proposte per innovare la classe politica migliorandola e stimolare l'elettorato sia qualitativamente che quantitativamente. Le proposte sono ordinate e organiche, proposte per cercare di prevenire la miopia politica che nasce da tutta una serie di situazioni legate alla disaffezione dell'elettorato, ai cicli economici, alle tante crisi i sistema che si sono susseguite.

Probabilmente, al contrario di quello che accade con i saggi, la parte preliminare è peggiore della parte che comprende delle soluzioni, che invece è articolata bene e presenta degli spunti sicuramente interessanti.

Davide Gatto

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