Zero al Sud - Marco Esposito

Recensire un libro/inchiesta giornalistica sul federalismo fiscale e i suoi impieghi al Mezzogiorno non è facile. Quando si parla di “Zero al Sud”, libro che ha generato un movimento di opinione sul federalismo fiscale, l’analisi di questo recensore può anche fermarsi alla prima pagina. Ovviamente non lo farò, ma è impossibile non giudicare un libro che ha avuto un grande successo di critica e di pubblico su un tema oggettivamente ostico, e che comunque la si pensi, si presta ad interpretazioni. Le più varie. Esposito nel riscrivere completamente la sua inchiesta giornalistica si affida ai grandi della letteratura.

Sembra quasi appartenere a Tolkien, dove i 19 anelli del potere fabbricati dal Signore Antico del Federalismo Fiscale divengono 19 Poltrone di Palazzo, fabbricate nottetempo al fine di saziare la fame di potere di altrettanti uomini politici che, non avranno altro da fare su quelle poltrone che rifiutarsi di inviare i Soldi al Sud.

Eh infatti il federalismo Fiscale non era altro che in Italia una Secessione Soft dove le risorse avrebbero dovuto restare dove vengono prodotte. Lavori, produci? Allora hai diritto, qualora vorrai fare un figlio, all’asilo comunale, una specie di aumento di stipendio implicito che non viene dispensato a chi nel Sud ha la fortuna di essersi avviato alla maternità. Ovviamente l’asilo pubblico al Sud è vietato anche a colui il quale versa 100 volte un operaio del veneto, perché c’è chi lo ha deciso per motivi politici.

Un altro esempio. Facciamo conto che un operaio di Busto Arsizio, tornando a casa inizia a sentirsi male, si reca all’ospedale di Busto Arsizio dove gli faranno un Codice Rosso offrendogli le cure del caso. Sorte diversa avrà il Notaio dell’Alta Irpinia, che, avvertito un malore, non avrà il tempo di recarsi all’ospedale in tempo e purtroppo morirà senza cure di pronto soccorso, pur avendo pagato sempre 5-6 volte più dell’operaio di Busto Arsizio.

Forse quest’ultimo ha avuto politici più efficienti, forse ha avuto politici che si sono fatti gioco della nostra Costituzione. Il punto è che negli ultimi 20 anni nella pratica ci sono stati molti più trasferimenti al Nord che al Sud, e questo fenomeno non è mai stato dichiarato apertamente, ma Esposito ci racconta carte alla mano, che è vero. D'altra parte l'inchiesta è costruita attraverso il suo lavoro che mano mano vedeva innalzarsi il muro dello "Zero al Sud".

Se sei italiano e vivi al Sud, ti vengono offerti meno risorse rispetto ai servizi obbligatori, se vivi al Nord, il finanziamento operato dallo Stato per il Federalismo fiscale è più ampio. Il Libro di Marco Esposito ha un difetto: chi lo recensisce inizia a incazzarsi e scrive recensioni a ruota libera, mi sta prendendo la mano, adesso chiudo il periodo e cerco di raccontare quello che Esposito ha scritto davvero sul libro.

La storia inizia dal 2001, quando il “mezzogiorno” è vocabolo eliminato dalla Costituzione Italiana. La riforma del Federalismo Fiscale modifica questa terminologia e dichiara chiusa l’esperienza col Mezzogiorno. Da allora ognuno dovrebbe valere uno, dovrebbero essere tutti uguali, tutti in pole position. Fatto sta che questa riforma, dati alla mano è servita a non mandare più soldi al Sud, e, addirittura, non parliamo di aiuti, di extrafondi necessari per ricucire il divario tra le due parti d’Italia, parliamo proprio di danari necessari a produrre, pianificare ed erogare servizi di base previsti dalla Costituzione, dalla Costituzione Italiana, in maniera da azzerare servizi a prescindere a determinati territori, indipendentemente da quanto sia ricco chi vi abita, ma tenendo conto soltanto il totale che produce “la regione”.

Dunque, un cardiologo di Casoria dovrà mandare i figli under 6 anni in giocheria, o all'asilo privato, mentre un contadino del veneto avrà la colonia estiva e asilo pagato dai soldi pubblici, e dunque vedrà il suo salario raddoppiato nell'economia reale.

Il principio che contrasta con i dettami Costituzionali, se vogliamo è lo stesso che istruisce la cosiddetta autonomia differenziata presentata da Zaia per il Veneto, Dove sei più produttivo, i servizi saranno erogati, dove lo sei meno i servizi saranno di livello più basso a prescindere. E magari per amore di questi principi, ci cambieranno presto anche la Costituzione.

Consiglio a tutti di comprare e leggere il libro di Marco Esposito, ci parla di come e cosa succede nel palazzo quando interviene un cambiamento di paradigma, quando l’io ego

ico prende il sopravvento, e l’obiettivo di ogni cittadino è di guadagnare 5 euro più dell’altro. L’orripilante scena di copertina con una sega che taglia in due lo Stivale è la giusta rappresentazione di quello che accade quando l’egoismo economico prende il sopravvento, peccato che l’economia è relazione, tagliando parte di noi stessi va a cadere anche il presupposto per lo scambio economico, che è soprattutto uno scambio culturale.

Davide Gatto

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