Adrian

Un occasione persa, una storia che sembra un binario morto più che una storia. Un sogno, un futuro distopico che oggi ha stancato. La triste consapevolezza di aver scritto qualcosa che non si sa se sia una storia futuristica (che di futuro non ha nulla) oppure una autocelebrazione del personaggio "Adriano", che incanta la gente, fa a botte con gli stupratori, e fa innamorare le donne con il suo burbero comportarsi da orologiaio, un misto tra Jet Li, Rocco Siffredi e Freddy Mercury.

Molto meglio guardare l'Adriano di "Asso", pellicola del 1981 firmata da Castellano e Pipolo Con Edwige Fenech e il mai dimenticato caratterista Pippo Santanastaso. Nel Film, il molleggiato nazionale, in un presente non distopico, oggi divenuto passato, non canta, ma int

erpreta il ruolo di un campione di gioco d'azzardo.

Pokerista sensazionale (e oggi il personaggio "Adrian" combatte i padroni dell'azzardo futuro), viene ucciso da un suo rivale in amore, e il film si sviluppa con un Adriano che recita la parte del "fantasma di Asso", anticipando di 9 anni la trama del successo mondiale "Ghost" di Jerry Zucker interpretato da Demi Moore, Patrick Swayze e Whoopy Goldberg, che racconta le avventure del fantasma di Sam Wheat.

E' questo l'Adriano che ci piace, l'anticipatore, chi è stato come lui, unico personaggio ambientalista negli anni'60, chi ha combattuto come lui contro il cemento e le speculazioni edilizie non può permettersi di realizzare un prodotto per il consumo televisivo ambiguo e tra l'altro anche fatto male, come ha anche sentenziato il suo collega Gonzalo Caravano dei Neri per Caso attraverso i social. Caravano, esperto di fumetti, rimarca con veemenza anche la bassa qualità del prodotto in termini di disegni.

Anche Milo Manara, citato come disegnatore del cartone molleggiato, preferisce scrivere una lettera e chiarire che ha effettuato qualche bozzetto per il progetto, ma ne disconosce la paternità. Non c'è bisogno di un fumetto distopico per capire che l'italia ha troppo cemento ed è troppo inquinata, non abbiamo bisogno di un super adriano per capire che il nostro adriano è super. Ci vorrebbe solo un po di consapevolezza nei propri mezzi e la comprensione che per presentarsi a buona parte del pubblico, quello giovane, che lo conosce a malapena, è necessario un garbo maggiore e una differente lettura degli attuali scenari.

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