Alan Deneault - Governance


C'è qualcosa di davvero interessante nel libro che ho appena letto. Va detto innanzitutto che il libro non è facile per come è scritto, bisogna avere delle basi di filosofia, ed io che sono preferibilmente un economista, mi sono trovato spesso in difficoltà.

Poi c'è da dire che il libro è scritto da un professore/saggista canadese, che spesso e volentieri fa riferimenti alla vita politica del Canada, il che non aiuta il lettore del libro che vive in Italia. Tuttavia il libro è veloce, divertente e profondo nello stesso tempo. Tutti abbiamo letto spesso e volentieri, da Kotler a Tirole, Yunus, Klein e Pallante, a Krugman e Stiglitz, giusto per fare qualche nome, una critica al capitalismo finanziarizzato che sta avvolgendo letteralmente il mondo degli ultimi lustri. Tutti, attraverso l'osservazione del mondo così come è, le sue diseguaglianze, le sua popolazione aumentata a numeri esponenziali, la povertà e come sia sempre più osceno il mondo con diseguaglianze davvero mastodontiche, ne hanno osservato i difetti, ma Deneault va davvero più in fondo, con ironia, affronta il tema con una critica pressante e senza quartiere che mette il turbocapitalismo dei giorni nostri alle corde.

Governance è il titolo e il mantra del libro, che in sostanza è fatto di capitoli brevissimi che lui chiama "premesse". Risulta molto difficile da riassumere, quindi invito alla lettura, ma Deneault si avventa contro il concetto di governance, che nel caso degli Stati, dei Ministeri e degli Enti Pubblici territoriali come le regioni e i comuni, ha sostituito ai loro vertici la politica. Leader sostituisce altro leader, ma la governance, il cosiddetto "buon Governo" rimane sempre simile a se stesso. La governance non cambia mai perchè è la rappresentante nel mondo del settore, del comparto pubblico della multinazionali e del capitalismo liberista. Il partenariato pubblici/Privato (PPP) è un altra manifestazione plastica di quello che lo Stato ha abdicato a fare a favore di privati che non hanno interessi nel sociale. In poche parole un disastro: la politica ha capitolato agli interessi privati, e gli interessi pubblici sono solo un triste e superfluo corollario a quello che è il buon governo alla governace. Per un italiano il discorso di Denault fila, probabilmente in Canada sono ancora più avanti di noi in questo processo di monetarizzazione dell'esistente, ma il ricorso alla governance, l'abbandono degli ideali delle forme di politica, anche e soprattutto dopo l'avvento del maggioritario, che per tenere stretti stretti tutti quanti, alla fine si abbandonano al buon governo, abbandonando programmi uguali a loro stessi.

Denault scrive le cose con chiarezza, facendosi aiutare da un lessico e un citazionismo che non stroppiano mai la fluidità del racconto che ci vuole trasmettere. La soluzione per Deneault è quella antica, il ritorno alla cara vecchia politica, al dire cosa si vuole fare per noi, e cosa noi possiamo fare, sostituire il "noi" al posto del potere delle multinazionali, che oramai hanno i bilanci di intere nazioni in pugno, legati da contratti e da impegni multimiliardari. Sicuramente è stato uno dei migliori libri che ho letto, un libro da non perdere.

Davide Gatto

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