Noi No! Gianluigi Paragone


Scrivere un libro di attualità e politica sul nostro Paese è un compito già di per sé difficile. Ammiro Gianluigi Paragone per come riesce a trovare un filo al quale legare le questioni più importanti che accadono dentro e fuori la nostra tormentata Repubblica. Se con Gang Bank è stato più facile trovare un fil rouge, un filo conduttore che scandisca tutti i "capitoli", in quanto esiste sempre una matrice, una radice economica degli eventi, con Noi NO l'autore supera se stesso. il "filo" del No regge su tanti e diversi temi e rende se vogliamo il racconto più facile e gradevole da leggere. A mio avviso gli italiani sono sempre dalla parte dei ribelli, e anche per questa ragione il racconto resta avvincente.

Questa volta Paragone non sta solo ai fatti, ma, rispetto alla sua precedente opera letteraria da maggiore spazio alle sue idee, a soddisfare la voglia di chi vuole conoscere il suo pensiero.

Parto dunque con la lettura di questo nuovo testo. si parte con la questione migratoria, questione che spesso e volentieri torna come notizia del giorno nel mainstream. Paragone resta convinto delle sue opinioni, per un rigoroso controllo dei confini e dell'attività delle ONG. Segue capitolo sui no Tax, le partite iva che stentano a restare in piedi e chiedono clemenza al fisco. Appena attaccato il racconto prosegue con i risparmiatori, la brutta storia delle banche fallite e i "no salvabanche", coloro, soprattutto risparmiatori, che si sono opposti alla legge salvabanche. Bello anzi bellissimo il cameo sulla commissione parlamentare d'inchiesta Casini che letteralmente "spacca" il quarto capitolo.

Il quinto capitolo segue la logica dei precedenti, ci parla del no all'europa della finanza e dell'Euro. Il libro spesso ripete concetti già noti, questo capitolo non puo far a meno di ripassare concetti che il mondo economico ha digerito, aggiungendoci una nota di politica sulla base di quanto è accaduto recentemente in Catalogna. Parole di censura nei confronti del governo spagnolo non potevano mancare. il cercare di impedire un voto è un azione che nessun governo dovrebbe sognarsi di fare. Il libro scorre così fino a pagina 120 dove paragone inizia il capitolo dedicato ai NO Vax.

Il capitolo sui no vax descrive per filo e per segno, senza alcun passaggio di natura scientifica, cosa è accaduto nel sistema mediatico al passaggio del famoso decreto legge Lorenzin, che prevede l'obbligatorietà per 10 vaccini. Probabilmente, data la mancanza di dibattito, non sapremo mai chi ha ragione. Purtroppo, però chi andava convinto della bontà del provvedimento e spinto a fare vaccinare i suoi figli, è stato insultato, segregato, zittito in tutti i modi. Questo atteggiamento, censurabile in un paese democratico, può anche fare pensare che il governo non ha tutte le sue ragioni. Chi ha steso quella legge si è preoccupato di smontare le bufale più evidenti presenti nel movimento no vax e non parlare degli argomenti seri. D'altra parte nel paese dei ciarlatani dei Vannoni dei Di Bella poteva passare nell'opinione pubblica che il movimento no vax fosse un movimento che sosteneva teorie assurde e antiscientifiche. Tuttavia tutto questo non è accaduto e dubbi e caos sono sopravvissuti all'approvazione del decreto, che tra l'altro stanzia 1,4 milioni di euro per i danni permanenti provocati dai vaccini.

Il capitolo successivo a mio avviso doveva essere il primo, si parla del no allo sfruttamento del lavoro. questa la vera epidemia sociale che fa paura e rappresenta la base per tutti i ragionamenti. Paragone la confina alla fine del libro, ma, sebbene sia un argomento già trattato in Gang Bank, la consiglio spassionatamente. su questo tema paragone è l'unico che dice chiaramente come stanno le cose.

L'ultimo, forse vuole essere un omaggio alle tante battaglie in difesa del territorio che si sono susseguite negli anni, la Tav e il Tap.

Come ho spiegato prima Paragone non focalizza sul mondo bancario, ma porta avanti una serie di temi si direbbe di scottante attualità, cesellandoli all'interno del libro e trasformandoli in granito, discussioni e temi, fatti accaduti da offrire all'analisi dei posteri, che potranno utilizzare questo documento anche per risolvere nuove crisi o avanzare nuove proteste. mai perdere l'occasione di parlare con qualcuno che esce di casa non va al lavoro per stare in piazza a manifestare. Non diamo per scontato che questa persona sia un "professionista", checchè lo si dica sempre, non lo è mai. In tanti anni ho capito che la gente che protesta, che si mobilita è sempre meglio di quella che sta a casa ad attendere gli eventi, ascoltiamola.

Davide Gatto

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