il nostro '68

"Ci fu un momento magico nella politica Italiana, appena prima che finissero Berlusconi e D'Alema e il loro bipolarismo sostenuto dall'antiberlusconismo alla Di Pietro." Questo mi disse un giorno quando intervistai il professore Paul Connet, specialista dei rifiuti e probabilmente, il professore aveva ragione. Ci fu una stagione magica, fatta di incontri e bisticci che è durata due o tre anni, ma che possiamo dire che è stato il nostro '68.

Una stagione dove per la prima volta in italia si parlò di cittadinanza attiva e di beni comuni, di cosa i cittadini potessero fare, di rivoluzione ghandiana della politica. Tanti uomini e donne partecipanti di allora oggi non fanno politica, lavorano in banca, sono professionisti o commercianti, ma nessuno di loro può rinnegare quanto ha imparato nella stagione di apprendimento collettivo probabilmente più vasta e forte che il nostro Paese possa ricordare.

Proprio per questo sono molto felice che uno dei protagonisti del nostro '68, la stagione dei Meetup, sia diventato Presidente della Camera. Conosco la politica reale, quel posto è stato assegnato a Roberto Fico grazie allo straordinario risultato che il Movimento 5 Stelle ha ottenuto il 4 Marzo, ma comunque a mio avviso è stato giusto che chi nel 2005 ha fatto nascere l'iniziativa del Meetup di Napoli sia stata riconosciuta la posizione di Presidente della Camera. Ricordo che dopo qualche anno, nel 2009 iniziò la stagione delle liste civiche, e insieme a Fico andammo a Firenze ben coscienti che la partecipazione alle gare elettorali non faceva per noi. La Campania non era pronta, mentre in Toscana Piemonte e Emilia Romagna le liste erano già pronte. Ci misero alla fine del congresso perché non avevamo una lista, ci furono piccoli scontri dialettici, ma nulla di grave. Fico salì sul palco con tutto il meetup, almeno sessanta persone, a differenza dei portavoce che andarono da soli sul palco a presentare la loro iniziativa legata alle gare elettorali amministrative conquistò la platea con un discorso di 5 minuti.

Fu lì che iniziammo a girare tutti in tondo, mano nella mano in un girotondo sospinto da una musica gratis, su una terra che non è inquinata, da uomini liberi. Questa danza oggi coinvolge milioni di cittadini, finalmente liberati. Oggi ci possiamo solo augurare di poter continuare a danzare per lungo tempo.

Davide Gatto

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