Pontecagnano Domani

Racconta Marcello Lippi che ebbe la sensazione di perdere ai rigori la finale del 2003 a Manchester perché i giocatori che aveva in squadra non diedero la disponibilità immediata di calciare il rigore. Tutti avevano paura di essere un rigorista e alla fine la storica finale si perse proprio ai rigori.

Allo stesso modo, nelle amministrazioni delle nostre città, quando a qualche mese di distanza dal voto si osserva un continuo discutere tra personaggi di secondo piano che fanno melina, e pochissimi che vogliono accettare senza se e senza ma la sfida della candidatura al Sindaco, è molto probabile che i cittadini si preparino ad affrontare una consiliatura prossimo-ventura da schifo. A quanto mi pare, la prossima consiliatura per il comune di Pontecagnano Faiano, sembra dunque essersi candidata ad essere una di quelle da dimenticare.

Finisce la corsa del feudatario locale, Ernesto Sica, costretto al riposo dalla regola dell’Ordinamento che non consente più di due consiliature consecutive, si apre una gara piena di imbarazzi per la successione alla sua poltrona. Sica non ha delfini, e mancano figure che abbiano rappresentato l’opposizione senza se e senza ma al suo gruppo di potere. Sica si muove da anni nell’area civica, e con questo metodo da sindaco “senza cappello” riesce ad infiltrarsi nelle pieghe dei vari partiti portando a se sempre qualche pezzo delle varie sezioni locali dei partiti nazionali, e non è detto che i delfini sichiani non possano essere più d’uno in questa competizione.

Purtroppo però la città alle porte di Salerno e dei monti Picentini non può aspettare la deriva fisiologica della politica politicante. La città di Pontecagnano non è più tale. Oramai si tratta di un ammasso di edilizia residenziale e di servizi ai cittadini tra l’altro scarsamente utilizzati. Troppo distante da Napoli, troppo attaccata a Salerno, impossibile da collegare alle due principali coste turistiche, sebbene ci siano ampi spazi di mare con spiagge utilizzate malissimo, questo agglomerato urbano ci dà l’impressione che qualsiasi programma politico si voglia promettere alla cittadinanza cadrà nel nulla, resterà lettera morta, proprio perché i cittadini hanno smesso di pensare come cittadini di una città vera e propria, seppur giovane, e hanno iniziato a pensarsi come abitanti della terra di nessuno.

Pontecagnano è il nulla vestito da città, con l’elegante vestito di una classe politica demodé con finanziamenti europei e di altri tipo che la decorano inutilmente. In assenza di coesione sociale è la paura che fa da padrona, nasce la paura per le fonti inquinanti, per i migranti, per chi saccheggia gli appartamenti, per il mare inquinato.

Costruire, tutti insieme, una nuova idea di cittadinanza per Pontecagnano, sicuramente, potrebbe essere una svolta per questa piccola ma importante comunità.

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