Terrapiattisti.

Parlare con i terrapiattisti e cercare di convincerli che la loro idea è quanto di più palesemente folle e fuori da qualsiasi ragionamento normale è un impresa che non auguro a nessuno. Purtroppo mi capita di parlare con i terrapiattisti della politica da 30 anni a questa parte, concentrati prevalentemente nella mia città. Secondo loro la crescita e lo sviluppo della nostra comunità si può ottenere attraverso una calda e continua colata di cemento. Il mattone deve essere sempre “attivo” e gli altri settori, anche se presentano chiusure e defezioni, non possono che riprendersi, in quanto le grandi opere e le colate di cemento sono pronte, in dirittura di arrivo e in via di essere cantierate. In questi giorni di notte bianca le dichiarazioni dei terrapiattisti che operano su al comune si sono susseguite, e tutte intonavano un cantico che assomigliava a quello dei cori medioevali che tanto hanno glorificato la nostra Salerno nei passati millenni:

La movida è morta ma presto tornerà, al momento non li abbiamo, ma l’anno prossimo saranno pronti 600 posti auto nel centro della città. Queste dichiarazioni proferite da un dirigente comunale alla giornalista Fiorella Loffredo, sono le stesse che si sono andate spiattellando un anno fa con l’introduzione della street control, quando tutti, ma dico proprio tutti, iniziarono a chiedere come si sarebbe fatto per i parcheggi in centro presentando all’amministrazione terrapiattista diverse petizioni.

La verità galileiana in questa storia è che la movida salernitana è stato un episodio che è durato una decina di anni e adesso ci sono tante realtà in città e in provincia che l’hanno sostituita, che i parcheggi promessi un anno fa non sono arrivati, che la street control continua a mietere multe di cittadini al volante che non sanno dove mettere l’auto e che, dopo tanto parlare, durante anche le più piccole manifestazioni, (con tutto il rispetto la notte bianca non merita appellativo di grande evento) la città si blocca mettendo gli automobilisti residenti in estrema, grande difficoltà. Da palazzo di città, una sola risposta: “eppur sta ferma!”

Davide Gatto

(foto Da i Figli delle chiancarelle)

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