Domenico De Masi Lavoro 2025

Nonostante abbia scritto tanti commenti/recensioni a libri di tipo economico, è la prima volta che scrivo di un libro così particolare. Probabilmente ce ne saranno altri, ma la lettura di un libro che altro non è che il resoconto ragionato, un verbale allargato, se vogliamo, di un lavoro di consulenza che il Prof De Masi ha svolto in questi ultimi mesi, non mi era mai capitato. Cercherò di essere più bravo del solito. Il libro può essere commentato sia dal punto di vista del metodo che dal punto di vista del merito, e, a mio avviso in tutte e due gli aspetti presenta degli spunti interessanti. Dal punto di vista del metodo si chiarisce quale è il metodo di lavoro con il quale si è svolto il lavoro di ricerca, in pratica si è stabilito quale dovesse essere il tema di indagine, e si è impostato un certo numero di domande, poi sono stati scelti 11 esperti, di altissimo livello, ai quali queste domande sono state rivolte.

Successivamente, c’è stata, immagino, una lunga fase di “messa a punto" di tutte le risposte che sono state date al questionario. Una volta esacerbata la parte tematica generale e la parte metodologica, il libro non è che un ottimo lavoro riassuntivo e di redazione di tutte le risposte che sono state date ai vari argomenti. Il libro cerca di diffondere il lavoro e vuole supplire anche a chi non ha presenziato ai lavori ed al convegno. Detto questo, una volta letto, può essere anche la base di partenza per altre, molteplici riflessioni su questo campo.

Il tema è relativo a cosa sarà il lavoro nel 2025, ovviamente questo è il macro-tema, il lavoro e tutti gli aspetti della società e dell’economia che sono direttamente collegati ad esso sono poi il target del focus group a cui hanno partecipato importanti personalità di varia estrazione. Leonardo Becchetti, Federico Butera, Nicola Cacace, Luca de Biase, Donata Francescato, Diego Fusaro, Fabiano Longoni, Walter Passarini, Umberto Romagnoli, Riccardo Staglianò, Michele Tiraboschi.

Fine tutto questo lavoro ha generato, in forma di libro, un testo con 3 sezioni principali, la questione lavoro, un inquadramento della questione e delle principali variabili economiche in evoluzione fino al 2025, un'altra parte, che offre al lettore tutte le risposte date dagli esperti al questionario succitato, e una terza dove si riassume, attraverso lo schema del metodo delphi, un repertorio di oltre 1000 previsioni, ricavate dalla convergenza sui temi di almeno 7 esperti su 11. Potrebbe sembrare complicato, ma il libro scorre e si legge velocissimo, il lavoro viene visto sotto tantissimi aspetti e leggere di ogni aspetto il giro di pareri degli esperti, talvolta diventa anche piacevole.

Gli aspetti sono molteplici, forse troppi, e come spesso accade nei testi accademici quando si cerca di spaziare su un argomento in lungo e in largo, qualche cosa la si lascia sospesa, tuttavia a mio avviso il lavoro ha dei suoi risultati, non sorprendenti per la verità, pochi sono andati oltre il mainstream di quella che è l’attuale analisi sul futuro del lavoro, ma con buona approssimazione, visto il fatto che pochi si sono presi la responsabilità di rischiare, il quadro diventa quello davvero più probabile. Un graduale aumento del PIL, accompagnato ahimè da un aumento del tasso di disoccupazione, una diminuzione dell’orario di lavoro, una diminuzione o la scomparsa di alcune professioni già in difficoltà e lo sv

iluppo di altre. Il graduale aumento della percentuale di immigrati al lavoro e la loro lenta ma inesorabile scalata verso post di lavoro di maggiore responsabilità. Un maggiore potere alle donne e agli omosessuali, che nelle aziende verrà acquisito in maniera graduale. Un aumento del lavoro autonomo, una miriade di osservazioni. A proposito di shock economici, gli esperti ci dicono che in futuro ci saranno comunque, ma che probabilmente fino al 2025 non ci sarà nessun grande shock, anche perché oggi gli istituti finanziari sono intimoriti da ciò che è accaduto nel 2008 (lehman) , che prima di allora non era considerato possibile. Un libro da non perdere, da leggere e magari da tenere a portata di mano per riguardare toni e riflessioni di quest’epoca in proiezione 2025.

A proposito di questo libro e degli sguardi al futuro a cui mirano questi studi, mi è venuto in mente la saga di Starwars, che con astronavi e messaggi in 3d nascosti nei droni, non vede né smartphones né wifi. E’ la visione di un futuro come lo si immaginava nel 1970, prima che nascesse la microsoft, quando c’era solo la IBM.

Il problema del futuro è che lo si guarda con gli occhi del presente.

Davide Gatto

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