Grillo e la Corrazzata Potemkin

Il commento di Beppe Grillo sulla scomparsa di Paolo Villaggio non è passato inosservato, Villaggio, il suo collega mattatore televisivo e cinematografico. Tra i due attori una grande differenza: Beppe è andato sempre contro le regole dello show business, se vogliamo usare un termine più attuale, dell’establishment, mentre Villaggio ha sempre preso in giro tutti, anche se stesso, aggirando ogni forma di censura o pregiudizio.

Beppe grillo scrive sul suo blog (il 03/07/2017): Un grande artista che ci rappresentava come tante dualità: esseri che seguono la corrente contorcendosi e che si ribellano all’improvviso, ma senza speranze, contro il padrone drogato di cinema d’essai nella oramai mitologica e sintetica critica alla Corazzata Potemkin che è “una cagata pazzesca!”.

L’episodio del Secondo tragico Fantozzi famoso come quello de "la corazzata Potemkin" è un classico della classe operaia che si ribella alle assurde decisioni della dirigenza, del popolo che stremato e alla fame cerca di ribaltare il potere costituito, uno per tutti l’esempio di Maria Antonietta e la Rivoluzione Francese, ed in ultimo, molto attuale sui social network, il “rovesciamo la piramide”, una locuzione che è stata molto di moda tra i grillini della prima ora.

Villaggio (in questo caso diretto da Luciano Salce) regala alla sua storia un finale amaro, tipicamente fantozziano. I ribelli che hanno occupato il piccolo teatro di proiezione, distrutto la preziosa pellicola e sequestrato il direttore per tre giorni e tre notti, sono sgomberati arrestati e costretti, tutti i sabati, a ripetere le scene della scalinata di Odessa presente nel film classico. Il messaggio, è che chi si ribella paga: chiunque cerca di opporsi agli ordini del Capo ne pagherà il fio, ma non da solo, pagherà anche la moglie di Fantozzi, costretta a fare la madre e la figlia Mariangela a fare il giovinetto moribondo, vita natural durante. Finale amaro, chiarissimo, che scatena l’ironia del pubblico, ma che è una insuperata satira in riguardo ad ogni tipo di ribellione.

Grillo prova a “rovesciare la piramide”, pagando il conto di tasca sua, Villaggio invece te la racconta come satira, e con un effetto triste, ma come spiega Grillo, sta a significare che se prendi la via di Fantozzi, se un giorno ti ribelli allo status quo, non aspettarti rose e fiori.

Niente è gratis e, se esiste una lotta di qualche genere, è perché dall altra parte c’è qualcuno che non ti renderà la vita facile, altrimenti, la lotta, non ci sarebbe.

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