#PiazzaDuomo: Lasciamo in pace le piazze del Cuore!

Ognuno di noi ha dei luoghi che conserva come fossero qualcosa di personale, a cui siamo legati intimamente e diventano parte del nostro vissuto, del nostro essere a questo mondo. Non tutte le piazze sono uguali per noi, ognuno di noi ha una piazza del cuore e ognuno di noi ne conserva vivo il ricordo dentro di se quasi come fosse cosa sua. Piazza Duomo a Milano è decisamente per chi vi scrive una piazza del cuore. Erano gli anni ’80 e da bambino accompagnavo mio padre che aveva uno studio nei pressi di Piazza Castello. La sera, dopo il lavoro, ci concedevamo una passeggiata in centro, un centro tremendamente diverso da quello che è oggi, un giro a piazza Duomo, con i palazzi di fronte al duomo totalmente ricoperti di Neon luminosi pubblicitari della grandi marche italiane, un gruppo di vecchietti in pianta stabile a discutere di politica davanti alla Galleria, e poi Palazzo Reale, L’arengario, la Rinascente. La sera era freddo anche a Ottobre, e finivamo sempre a corso Vittorio Emanuele a vedere qualche film al cinema. Tantissime sale, e tutte strapiene di gente. Il Tempo delle Mele, Flashdance, Indiana Jones e il tempio maledetto, alcuni dei titoli che ricordo.

Anni dopo ci fu l’esperienza dell’Università, e, ogni Sabato, facevo di tutto per partire da Castellanza e non mancare in Piazza Duomo. Chissà cosa avrei fatto dopo, chissà quando mi capiterà di tornarci, mi dicevo, alla fine ero talmente bravo nel mio intento che risucii a portare nel Duomo e a Piazza Duomo anche i miei amici del varesotto, che, come è di grammatica, solitamente fuggono quando sentono parlare del Centro di Milano. Ricordo la libreria San Paolo, dove passavo ore e lì comprai i primi libri sul consumo critico, inesistenti nei megastore ancora infestati di CD musicali. E devo dire che la San Paolo mi manca ancora.

Ecco perché, da uomo del Sud, da emigrante in Lombardia, la notizia del nuovo verde pubblico in Piazza Duomo non mi lascia indifferente. E’ un legame troppo stretto per poter leggere e vedere immagini di questa piazza e del suo nuovo look.

Una ennesima compagnia internazionale del food and beverage lancia l’ennesima sfida allo "stivale del buon mangiare" attraverso una ardita operazione di viral marketing, perfettamente riuscita. E’ bastato mettere la parola “Banano” tra le piante previste per una ristrutturazione del verde che subito una certa area politica classificabile come centro destra lombardo, si è scagliata sull’ operazione, criticandola. I migranti che oggi stazionano a piazza duomo saranno ben contenti di ciondolarsi sotto la pianta che solitamente vegeta in altre latitudini, indisturbata dai clamori dei politicanti in cerca di like. Inizia e si innesca nelle vie del web la polemica politica su questa iniziativa privata (il comune di Milano concede con una gara ad un privato la possibilità di realizzare un settore di verde pubblico in piazza duomo, ovviamente oltre il Monumento Equestre a Vittorio Emanuele, dove insomma c’è sempre stato o quasi). Ovviamente la becera azione politica "antibanano" viene contestata dagli "antileghisti".

Levata di scudi dei paesaggisti, questo verde con palme e banane ricorda troppo l’Africa, meglio un verde più rassicurante, mitteleuropeo. Qualcuno scrive che nel 1800 le palme erano già presenti in Piazza Duomo, insomma si scatena un caso nazionale, per la gioia di questa multinazionale che non vede l’ora di sostituirsi agli italici bar con il suo monumentale "verde" al sapor di frappuccino. Volano negli spazi sociali i Tweet con tanto di hastag che ripete l’insegna della multinazionale. Ricordo quello di Sala e quello di Salvini, europarlamentare e segretario della Lega Nord, forza politica impiegata nella gestione del fenomeno migratorio alla regione Lombardia (il Comune è governato dal Centro Sinistra). Riporto i Tweet di Salvini e Maroni.

Si scatena la satira e tutto diventa viral. Tutto un po’ già visto, tutto decisamente noioso. Il privato cerca di sfruttare l’eventuale, sicura, polemica politica che può nascere in città tra i sostenitori del sindaco Sala e i suoi oppositori. Partono meme e fotomontaggi via social. Tutto fa cassa, tutto funziona, l'importante è che se ne parli.

Non mi resta che registrare i successi di questa ultima campagna e vedere stuprato dall’ennesimo privato un altro ”posto del cuore” collettivo allo scopo di lanciare il multimilionario investimento che arriverà, presto o tardi, fino a Palermo.

Non so, ma con tutti i soldi che paghiamo di tasse, quella aiuola, al centro del centro, non può essere curata pubblicamente? Buon caffè a tutti…

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