Luca Bianchini - Nessuno Come Noi

Pubblichiamo la recensione del libro "nessuno come noi" di una studentessa universitaria di Salerno, e appassionata fan di Luca Bianchini. Buona lettura!!

Ho letto questo romanzo con la consapevolezza che sempre mi accompagna da quando seguo Luca: avrei scelto un personaggio, avrei tifato per lui fino all’ultima riga e mi sarei emozionata. È stato così e stavolta ho scelto Vince, come avevo scelto Ornella in “Dimmi che credi al destino” e Ninnella in “Io che amo solo te”. Siamo negli anni ’80, stupenda cornice, che non ho vissuto personalmente ma dai racconti di mia madre e di mia zia adolescente; la storia scorre fluida a Nichelino, periferia di Torino dove Bianchini è cresciuto, tra i banchi di scuola del liceo Majorana.

Vincenzo Piscitelli detto Vince, Cate e Spagna sono un trio perfetto (“i tre cuori in affitto” così come li chiamano a scuola), adolescenti in preda ai patemi d’animo tipici di quell’età: Vince, il migliore amico di Cate, è follemente innamorato di lei ma non ha il coraggio di dichiararsi; Cate, la bella del trio, è presa dai mille amori passeggeri e dal suo aspetto fisico; Spagna, la dark lady del gruppo, è l’amica strana ma unica che tutti noi abbiamo conosciuto al liceo. L’equilibrio viene sconvolto dall’arrivo di Romeo, figlio del rinomato professor Fioravanti, che si innamorerà di Cate diventando amico fraterno di Vince; insieme i due impareranno a comprendersi affacciandosi alla vita vera, affrontando le difficoltà del diventare grandi. Sullo sfondo la mitica prof Betty Bottone e la scoperta, tra un passo di danza e qualche verso di Ariosto, di un amore pericoloso nonostante l’età.

Ho amato questo libro perché tutto sembra apparentemente molto semplice, ad un tratto ci si ritrova ad essere di nuovo adolescenti tra libri, interrogazioni, cotte, la sensazione di essere inadeguati e la voglia di crescere, il coraggio di cambiare e di accettare le cose ma soprattutto di sognare; è un libro che dà speranza, la stessa che Vince continua ad avere fino alla fine del libro e che ci rende un po’ più forti davanti a quello che non ci piace. E insomma, il lieto fine piace a tutti quindi non svelerò cosa accade ma posso dire che sulle note di Lessons in love ho chiuso gli occhi e pensato al mare, al sole, ho sognato di essere nella macchina di Romeo e insieme ai ragazzi ho sentito l’odore del mare, respirando la libertà del primo bagno della stagione alla fine della scuola.

Per me una sensazione che vale il libro intero. A chi pensa che sia la classica “operazione nostalgia”, posso dire che non è affatto così: basta guardarsi un po’ dentro per riconoscere noi stessi a prescindere da quali sono stati gli anni che abbiamo vissuto nell’adolescenza; ascoltavamo Robbie Williams anziché gli Spandau Ballet cantando in un inglese strampalato perché non ne capivamo i testi, desideravamo tanto quel Moncler o quel paio di scarpe come se indossarli ci facesse sentire immortali, sognavamo di essere amati da chi in quel momento non faceva altro che ignorarci e tanto altro che ancora che ciascuno di noi potrà benissimo ricordare andando indietro nei ricordi. Il tutto è finemente condito dal quell’allegria e quell’ironia di cui solo Bianchini è capace e che dimostra con il sorriso in volto ai suoi lettori. “Se, come il viso, si mostrasse il core” come recita Ariosto alla prima pagina del romanzo , e il cuore sì che lo sa mostrare.

Sofia Salese

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