Il Vero Cafone di Vittorio Feltri


Vittorio Feltri scrive questo libro insieme a Massimiliano Parente, ed è un libro che mette in risalto le doti non comiche della firma del giornalismo nostrano, ma sicuramente la sua ironia. Non è un libro che farà ridere. Sicuramente però farà pensare e sorridere. La trappola è presto fatta: mettere le italiche genti nelle situazioni che capitano pressappoco a tutti quanti e trovarne dei risvolti divertenti. Alcune pagine sono decisamente scontate, altre sono centrate ed originali in modo davvero portentoso, probabilmente la pagina del Cafone del fazzoletto resterà alla storia come una sua invenzione. Non ci sorprende che Feltri sappia scrivere. Applica la tecnica del corsivista giornalistico, soltanto che invece di inveire su Berlusconi Renzi e Grillo, tratta dei problemi di convivenza che molti affrontano tutti i giorni. La questione del cafone è una evidente forzatura, ma Vittorio Feltri riesce ad adattare ogni comportamento e rende la lettura ancora se vogliamo più divertente per il lettore che ride di se, delle persone che conosce e delle situazioni che vengono descritte nel libro.

E si va avanti a navigare tra ombrelloni e suv, cafoni da studio tv, da stadio, che essi siano calciatori o spettatori, cafoni da cena con gli amici, passando agli haters da tastiera fino alle flautolenze del Furer. I casi analizzati sono 167, dunque è impossibile uscirne fuori senza sentirsi almeno una volta cafone. Il sottotitolo del libro è per questo motivo illuminante:” quello che non dovremmo fare ma facciamo tutti”. Proprio per questo il risultare “cafone” ti scivola via, come in poche ore di spensieratezza il libro si esaurisce. Feltri riesce ad essere leggero e non accanito contro le italiche genti, nonostante si scagli contro tutti e tutto, lo fa con leggerezza. Anche il termine chiave, “il vero cafone”, è volutamente leggero, non pesante, non si parla di stupidi, di sciocchi oppure, per essere più volgari, di “veri stronzi” o “veri Cazzoni”, il termine è adeguato e usato ottimamente nel libro diventandone l’architrave che, con cattiveria e divertimento, ci conduce attraverso i nostri difetti.

non sono adeguatamente referenziato a giudicare li scritti di Feltri, per carità, ma credo che questo filone ironico sia una strada che mi ha fatto trovare l'autore. Il mio consiglio, spassionato e cafone, è di continuare su questa strada.

Davide Gatto

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