Propositi di inizio anno

Questo è il primo post dell’anno che scrivo per il gatto quotidiano, e prima di iniziare mi preme ringraziare tutti, visto che siete stati presenti in migliaia, migliaia di volte.

Grazie per la vostra attenzione e la vostra pazienza. Molti i temi che mi hanno interessato in questi ultimi mesi di attività, e molti sono i temi che hanno interessato voi lettori del “Gatto”.

Certamente molti lettori hanno apprezzato la parte "politica" del blog e su questo aspetto, come primo post dell’anno mi vorrei soffermare. Esiste lo stra-citato rapporto del World press index del 12 febbraio 2015 presentato da reporter senza frontiere dove il nostro paese è passato dal 24 esimo al 73 esimo posto per quanto riguarda la libertà di informazione (nel 2016 è scesa al 77 mo posto). Questo sito (RSF, reportes sans frontieres, sito che pubblica il rapporto) lo leggo spesso, e spesso proprio i politici quando i mass media trattano una notizia che non piace a loro, oppure quando vengono trattati con la carta vetrata da alcune testate giornalistiche, lo citano.

La causa del declassamento dei Reporters senza frontieres del 2015, oltre alle minacce e alle querele intimidatorie di cui si fa abuso in italia, presenta anche altri elementi, decisamente interessanti.

Il punto che denota questo rapporto, che declassa ulteriormente l’Italia fuori dall’Europa è che gli inviati e i corrispondenti all’estero costano troppo per le testate italiane e le notizie di politica estera sembrano scomparse sia in tv che sulla stampa. Eppure le cose importanti accadono oramai tutte all’estero.

Nascono ogni giorno quotidiani con sei pagine di politica interna al giorno con commenti anche imbarazzanti degli editorialisti e attacchi gratuiti alla parte avversa; la stessa cosa viene fatta dai TG nazionali, che focalizzano tutte le prime notizie sull’interno, cronaca e sport, insomma in italia vanno sui giornali le cose più facili da fare e che danno un grande risultato. Il punto è che manca "l'estero".

Questa scarsa internazionalizzazione del dibattito interno al circo mediatico, e quindi alla attenzione di tutto il Paese, produce quei mostri di italica ingessata burocrazia, che in paesi più piccoli e sicuramente meno importanti rispetto al nostro non ci sono più.

Uno dei problemi che riguardano l’informazione italiana è stato lo sviluppo dell’industria di comunicazione privata italiana, per capirci mediaset e consorelle, che ha tenuto basso il livello culturale dei contenuti, evitando comunque una apertura dei cittadini verso l’estero che avrebbe dato una differente programmazione dell’informazione e dei temi, che sono davvero inutili.

Il più grande giornalista italiano, Marco Travaglio, ha ragione da vendere quando parla nel suo spettacolo "Slurp" insieme a Giorgia Salari dove in due ore dal palco dei migliori teatri d'Italia (davvero divertente in verità) ci racconta tanti anni di inutili commenti politici filogovernativi scritti dai giornalisti che hanno acriticamente appoggiato negli anni il governo del momento. Tutto vero, ma è anche vero che è decisamente più economico scrivere due pagine di giornale con un graffiante commento o un o studio delle carte di una gara d'appalto davanti alla scrivania di una redazione piuttosto che mandare un corrispondente all’ estero a spiegare cosa sta succedendo ad esempio nel fenomeno migratorio oppure a descrivere la qualità dei rapporti tra Cina e Russia.

Dunque credo che anche il grande Marco debba sentirsi colpevole per avere agito nella direzione dell’amata politica nazionale, anche se gli riconosco la difesa ad oltranza della Carta costituzionale, per la quale si è speso e non solo ultimamente.

La politica interna diventa anche il filtro per discutere di problemi di natura generale, quali ad esempio l’economia, la borsa, i vari temi internazionale quali il dibattutissimo problema della migrazione.

Questo merita una trattazione a parte, perché in molti programmi televisivi il problema migratorio si risolve nella visita ai centri di accoglienza, con interviste ai migranti e ai cittadini che vivono nelle vicinanze per grammatica scocciati della presenza dei migranti che rovinano il vicinato; oppure quando c’è un attacco terroristico di qualche jihadista suicida, si inizia a capire da dove è sbucato e quale corridoio migratorio ha percorso prima di programmare l’attentato a Nizza o Berlino, quando naturalmente non si tratta di nativi europei. Raramente, perché costoso, si è visto un servizio dall’africa, che faccia vedere i famosi capi i percorsi i corridoi, questi sono decisamente più rari.

Queste cose sono importanti perché il cittadino italiano risulta meno informato rispetto ai cittadini che vanno a informarsi nel mainstream mondiale delle news, che trascurano quasi completamente gli stati come l’Italia concentrandosi sull’Europa e sugli altri Stati-Continente. Ad esempio sappiamo tutto quello che accade al Comune di Roma, ma se chiedi in giro nessuno sa quello che Putin intende fare contro il jiahidismo terrorista, forse cosa un "pochino più importante di quello che fa l'assessore uscente o defenestrato della giunta Raggi", o magari sai quello che pensa Salvini su Putin ma non sai cosa pensa Putin.

Tutte queste parole per dirVi che nell’anno prossimo, con il mio piccolo blog, cercherò di postare quanti più articoli di politica estera, in modo, per chi vorrà di colmare il gap, di poterlo fare. Intanto vi auguro un prospero, battagliero e felice 2017.

Davide Gatto

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