Il Macigno Di Carlo Cottarelli


Ho letto il libro di Carlo Cottarelli con colpevole ritardo, sono andato ad ascoltarlo in Giugno a Salerno durante la fortunata manifestazione “Salerno Letteratura”, e mi ha dato l’impressione di un tecnico del FMI che sapesse davvero “il fatto suo”.

Oramai “impregnato” del suo lavoro a Washington, e in perenne conflitto, giusto per fare valere le sue convinzioni, con il mondo politico italiano e romano, che nei salotti da sempre ragione al tecnico dei tagli alla pubblica amministrazione, ma alla fine nelle leggi finanziarie e in ge4nerale nei palazzi della politica, viene usato come si sta usando l’ANAC.

Ho sempre nutrito un grande rispetto per il lavoro degli altri, lo stesso faccio per coloro i quali lavorano nel ministero dell’economia del nostro paese, spesso all’indice, ma non è questo il problema. Cottarelli è uno che da lì è andato via, ebbene in questi casi, io nutro ancora più rispetto per chi se ne va.

Torniamo al libro. “Il Macigno” rimane ancora un libro da leggere, nonostante ci siano dei passaggi tecnici, che oggettivamente non impressionano. Il problema del nostro debito pubblico si riaffaccerà di fronte all’opinione pubblica con un fiume carsico, se ne parlerà ancora e ancora. Il motivo per cui questo libro va letto è anche che il sistema mediatico non ha grande piacere a parlare del nostro debito pubblico.

Gli inserzionisti non sono contenti di pubblicizzare i loro prodotti in televisioni e giornali che parlano dalla sera alla mattina dei nostri problemi e di come il debito pubblico rallenta la crescita.

I capitoli iniziali parlano del problema, cosa è come si è formato, chi detiene il debito pubblico, cosa significa avere un debito alto o basso. Spiegazioni davvero interessanti e veloci che in un centinaio di pagine, con estrema chiarezza, danno la misura del problema.

Poi obiettivi di riduzione e mantenimento. Il nostro paziente pesa 132kg, deve arrivare a 60-70kg e non deve superare gli 85 kg. Ovviamente non parliamo di obesità e di solenni mangiate, ma dell’oramai famosissimo rapporto debito/PIL, un valore indicativo ma considerato oggi ancora un valore fondamentale nell’economia dei paesi, che dovrebbe essere al di sotto dei 70 e cercare di non superare mai gli 85. Il debito.

Mi hanno scritto che non devo spoilerare il finale dei libri, quindi lascio al lettore la proposta operativa, (riservata in un breve sunto al termine del libro) che nasce attraverso l’analisi di altre proposte, lanciate da altri esperti o partiti politici, analizzate e scartate. Certo, vi piaccia o no la soluzione proposta da Cottarelli, a mio avviso resta un libro da leggere, e lo consiglio per questi motivi:

  1. Raramente ci sono libri dedicati esclusivamente all’economia italiana

  2. Il libro è leggibile e a tratti anche divertente

  3. Introduce al problema del debito, moneta, titoli di stato, ed è uno dei più esplicativi proprio perché parla del nostro paese

  4. E’ un libro di stringente attualità.

  5. E’ molto accurato nei numeri che vengono presentati

Resta inteso che per tutta una serie di motivi, sebbene questo libro mi sia piaciuto e resti una pietra miliare per comprendere il Debito Pubblico Italiano, consiglio prima di leggere il libro di Perotti.

Davide Gatto

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