Una notte nelle stanze dei Deliri


Stanotte, dopo aver messo a letto mia figlia, mi sono svegliato verso le 2:00 e ho passato la notte sul divano a guardare la diretta sulle presidenziali americane. Mi è sembrato tornare indietro negli anni quando lo facevo la notte davanti allo schermo allora piccolo e in tubo catodico per vedere le finali MBA del mitico Magic Johnson e dei Los Angeles Lakers contro i Boston Celtics.

Giravo frequentemente col telecomando tra varie stanze, vari studi televisivi, a loro volta collegati con altri studi televisivi. C'erano gli studi Rai e Mediaset che trasmettevano dalle loro all news la diretta, poi Mentana con un nutrito salotto di commentatori e Bruno Vespa nello studio di Porta a Porta.

La serata è andata pressappoco così, fino alle 2 si è parlato della campagna elettorale americana e di come sono stati bravi Hillary e Donald nel coprire questo o quel tema, nel soddisfare questo o quel gruppo etnico. I volti erano paciosi e rilassati, la Clinton era favorita nei sondaggi ufficiali (l'ultimo la dava 260 a 210 grandi elettori), e per una volta si poteva non parlare della disgrazie italiane.

Quando poi sono arrivati i primi voti reali, la situazione nelle varie stanze si è per certi versi modificata. Le polemiche si sono accese, gli sguardi, prima sereni, si sono rattristati.

Subire tre buone ore di critica al voto anti-estabilishment dall'estabilishment dei giornalisti politici e commentatori italiani è stato anche peggio di vedere un vero e proprio minchione alla guida del mondo occidentale. La attesa è stata una tortura anche per loro, in quei tristi e freddi studi. Ad un certo punto verso le 5 di mattina uno su RAI news ha detto "ma allora ha ragione Pinketty, il capitalismo quando produce ricchezza questa non viene equamente distribuita, ma allora occupy wall street le istanze, sono cose che sono diventate importanti, forse la gente ha disagio, ha paura."

Evidentemente in quelle stanze, in quei salotti non si sente la fame, come si dice a Salerno, "o sazio non crere ò riuno (chi è sazio non capisce chi ha fame)". questa crisi è partita ben prima del 2008 e si è sentita forte e chiara nel paese. Vero che dal 2000 al 2005 l'Italia è stata abbastanza bene, ma dopo, quando l'Italia ha perso 9 punti di PIL, ha cambiato governi, gente che si fracassa la testa sotto i manganelli della celere, tutti gli indicatori negativi, come fai ad accorgerti adesso che qualcosa non va nel mondo e che spesso nelle democrazie, anche quelle più evolute, si è sviluppato un senso. Poi tutti a dire che il futuro sarà grigio. Scusate ma il presente cosa è, una passeggiata? certo magari per chi sta in quello studio si.

due cose a commento di quello che è successo stanotte,

1) stanotte ha vinto bernie sanders

2) per la prima volta nella storia, il protagonista di un reality show (the apprentice) è diventato presidente del più grande e influente paese che esiste.

PS: per amicizia, ma anche perché l'ho seguito spesso, faccio salvo Nico Piro, che è stato davvero un cronista corretto ed equilibrato nella narrazione. ce ne fossero.

Davide Gatto

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