Il Futuro dell'Europa: un viaggio nel Club dei Presidentissimi del G20

Parliamo di Europa Unita, si parla spesso di come sarebbe bello avere finalmente una unione politica reale, creare uno Stato Continente il cui Cancelliere, eletto direttamente dal popolo, provasse a risolvere i problemi dei loro concittadini, e iniziasse a confrontarsi con i grandi paesi-continente già esistente, e con i BRICS e I MIST, che oramai risultano “pari” ad UE e USA, almeno dal punto di vista delle dimensioni del PIL.

Ma proprio a questo proposito sono andato a vedere in giro per il mondo cosa sta succedendo ai vertici dei più importanti Stati Continente; ne è uscita una lista davvero divertente, se non facesse tremare le vene e i polsi. Molti componenti del Club degli stati nazione non sono esattamente il tipo di persone che vorresti vedere nel tuo dopolavoro o che ti piacerebbe salutare quando porti tua figlia a scuola.

Partiamo dai vecchi amici degli Stati Uniti, dove il premio Nobel per la pace Barack Obama sta per essere sostituito da uno tra il candidato repubblicano più contestato (anche dai Repubblicani) della storia, Donald Trump e Hillary Clinton, che ha nascosto al paese in più momenti i suoi problemi di Salute, come accadeva nella vecchia Unione Sovietica.

In Brasile abbiamo una situazione paradossale, il governo eletto è stato destituito e si è impiantato il governo di destra con a capo Temer, governo che ha una popolarità pari al 3%, cifre da prefisso telefonico, che hanno l’aria di mostrare tutta l’instabilità di un area terribilmente importante per lo scacchiere mondiale.

Per andare un più vicino all’Europa, abbiamo la cara Vecchia Turchia di Erdogan, Turchia che fa parte dei cosidetti MIST, sul quale recente antigolpe o autogolpe se preferite stendiamo un velo pietoso e la Russia di Putin, personaggio che, possiamo dirlo, tutto ispira fuorché un sentimento di pace e fratellanza tra popoli appartenenti a differenti stati-continente. Putin è oramai al terzo mandato, accusato mille volte di autoritarismo, di omofobia e anche di malversazioni (peculato) non è esattamente il personaggio con cui ameremmo andarci a mangiare una pizza.

Oramai in Russia esiste una classe di giornalisti che vive specializzandosi nel documentare le ruberie di personaggi vicini a Putin, giornalisti sempre vessati e intimoriti da misteriosi personaggi. Più che democrazia, oramai quella di Putin prende il nome di “Cleptocrazia Putiniana”, come dal titolo di un libro di Karen Dawisha.

Un altro personaggio degno di nota è il presidente delle Filippine Duterte, noto per la sua guerra senza quartiere ai narcos interni, uccidendo narcos ogni giorno, dimenticando qualsiasi protocollo giuridico o rispetto per la persona, davvero in “punta di pallottola” sta ottenendo, i suoi risultati. Recentemente ha anche pubblicato una lista di probabili personalità della giustizia e della polizia invischiate con i narcos, lista che è stata molto contestata in quanto conteneva dei nomi sbagliati, soprattutto perchè…già morti da anni.

In Cina non abbiamo particolari problemi, Xi Jinping è un uomo tutto sommato mite, perfettamente incapsulato, come di grammatica nel partito Comunista Cinese che gestisce nel bene e nel male il gigante cinese e il suo curriculum di amministratore prima di provincia e poi centrale è inappuntabile. Il problema di un uomo di partito, spesso e volentieri è il partito, e quando si parla di Partito Comunista capiamo bene i mille problemi che possono uscirne fuori incontrando gli altri leader.

Nel frattempo, suo cognato, Deng Jagui dal 2009 al 2011 è stato proprietario di due società offshore con base nelle isole vergini britanniche. Peccato, proprio il suo “cognato presidente” Xi Jinping si era fatto capofila di una crociata contro la corruzione degli alti dirigenti cinesi e si trova sconvolto nel famoso scandalo “Panama Papers”, al punto da dover censurare in tutta la Cina le parole “Panama Papers”

In India però abbiamo Narendra Modi, Modi ha militato fin da giovane in un’organizzazione paramilitare di estrema destra che si chiama RSS. L’Rss è un movimento molto controverso: è stato dichiarato fuorilegge nel 1948, dopo l’omicidio di Mohandas Gandhi. E poi di nuovo negli anni settanta. In quel periodo Modi lavorava per l’Rss in clandestinità. L’Rss fu bandito per la terza volta nel 1992, dopo la distruzione di una moschea a Ayodhya, nel nord del paese, a opera di un gruppo di fondamentalisti indù. Ma allora Modi passò al BJP un partito molto vicino all’Rss. lo stile dispotico di Modi e le sue idee nazionaliste ed estremiste hanno provocato più di una accucritica. In molti lo sano di aver ridotto i mezzi d’informazione al silenzio durante il suo governo nel Gujarat (era governatore dal 2001). Modi è anche stato accusato di non aver fermato la strage avvenuta a Godhra nel 2002, dove più di mille musulmani furono uccisi e centinaia costretti a fuggire a causa delle violenze scoppiate dopo che 59 pellegrini indù erano morti in un incendio su un treno.

In tutti questi passaggi ho dimenticato l’Africa.

No non l’ho scordata. Meglio passare oltre.

Allora, avete voglia per L’Europa di uno Stato continente con bilancio unificato ed elezione diretta del Commissario Europeo, come ancora vuole Enrico Letta? A me sembra che tra Big Data, Big Pharma, Big Food, non c’è affatto bisogno di un ulteriore passo verso le grandi dimensioni, meglio la cara, nuova democrazia condivisa, ancora per un po’.

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