Passioni Fuori Corso


E' stato davvero un errore iniziare a leggere il libro di Pierluigi Celli "Passioni Fuori Corso", edito nel 2000 da Mondadori. Un errore perchè si tratta del peggior libro che mi sia capitato di leggere in vita mia. Celli, per chi non lo sapesse è uno dei principali manager italiani, e dalla lettura del libro si capisce perchè l'impresa italiana in questi anni è andata allo sfascio. ma non devo criticare il Celli manager, di cui non ho evidenze e del quale non conosco le imprese, ma purtroppo devo ammettere che il suo nascondersi in una narrativa discontinua e barocca, pur di non dire, di scrivere e non scrivere, crea un capolavoro di illegibilità che non serve a chi legge un libro e vuole conoscere la storia dell'impresa, dell'imprenditore o del manager.

Celli si perde magistralmente dentro se stesso, si avvita nei suoi ragionamenti, che restano drammaticamente suoi, in quanto spesso non intellegibili al lettore. La scrittura cambia stile ed è nervosa, ma questo purtroppo non aiuta il lettore, anzi lo confonde ancora di piu'. E adesso, che il libro non è piu' "fresco", si perdono anche i fatti storici, si nomina Tatò, l'Enel, la Rai, il clima dell'Italia sotto il dominio culturale di Berlusconi. Un paese costretto a risolvere problemi causati dalla discesa in campo di Berlusconi, mentre gli altri partner europei cercavano di rinnovarsi, di fare qualcosa di diverso che uscire dalla palude by mediaset, gap che volendo stiamo pagando tutti noi.

Celli è un manager con un curriculum d'oro, ha sicuramente tante cose da dire e tante storie da raccontare, senza accavallare, ha bisogno di qualcuno che gli faccia capire quanto importante possa essere il suo contributo, semplificando il suo stile di scrittura e aiutandosi con metafore e figure retoriche che alleggeriscano e non appesantiscano la narrazione.

Coraggio,

davide Gatto

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