17 Agosto 2016 - Una Storia Da Raccontare

La mia natura mi impone di raccontare a tutto il mondo quello che mi è capitato oggi. Posso garantire che è tutto vero, senza esagerazioni.

Oggi, 17 agosto, avevo la giornata libera nel senso che mia moglie lavorava e io no. Decido pertanto di passarla in costiera amalfitana, e, per rispetto dell’ambiente e per la paura di trovarmi congestionato nel traffico, prendo la decisione di usare i mezzi pubblici. Meta da visitare: Ravello, i giardini di villa Rufolo e Auditorium Oscar Niermeyer.

Alle 9:30 Passo per via Vinciprova a chiedere orari e fare i biglietti. Mi spiegano che si cambia ad Amalfi e il biglietto andata e Ritorno costa 4,40 euro. Gli chiedo se è possibile prendere il pullman anche a Corso Garibaldi Palazzo ex Poste Centrali. Ok. si può fare.

Vado verso le 9:50 e mi piazzo insieme a tanti altri, in una città silenziosa e disabitata, popolata soltanto da turisti di ogni provenienza ed età, per la verità pochi in città, ma vista l’assenza dei salernitani, la loro presenza si nota ancora di più.

Passa finalmente il SITA con su scritto “Amalfi”. È pieno, non si ferma neanche. Mi lasciano a piedi. Ma il Dio di tutti gli autisti punisce immediatamente il malcapitato al volante: un SUV bianco Nissan non gli consente di superare la famosa curva di uscita dal cordolo di corso Garibaldi, davanti alla statua della Libertà di Salerno e quindi, fa bloccare tutto il convoglio. Vedo l'autobus rallentare e fermarsi e naturalmente raggiungo l’autista per dirgliene quattro.

Ero insieme ad una minuta signora di Minori, che iniziò a strillare così forte da fare venire la polizia e da inibire persino il mio cazziatone mattutino. Nulla da fare, l’autista non ci ha caricato e non ha voluto saperne nulla, il poliziotto ha iniziato a fischiare all’ impazzata e la signora che aveva depositato il SUV come se non fosse di sua proprietà si è materializzata e ha sbloccato il SITA che, senza di noi, si è avviato verso il teatro verdi e la Divina Costiera.

Orrore, strazio. sgomento. La signora ha un fil di voce ma non si vuole calmare, dopo buoni 5 minuti di lamentele sul pessimo disservizio dei trasporti su gomma, decidiamo di attendere lì il prossimo “Amalfi” della SITA. Dopo neanche mezz’ora si appalesa un altro mezzo strapieno, che non solo non si ferma, ma non cammina neanche dentro il suo cordolo, procede spedito verso la costiera sulla strada principale.

La signora era disperata. A questo punto ci ha rivelato che doveva andare compare di cresima ad una cugina e che la sua presenza per ora di pranzo era indispensabile. Ero quasi deciso ad abbandonare il tutto, ma memore dei 4,40 euro spesi in biglietto e del fatto che non avevo nulla da fare, provo un'altra strada. Approfitto di un attimo di distrazione della signora di Maiori e cammino spedito verso “palazzo Ina Assitalia” dove forse avrei trovato bus con su scritto Amalfi che si fermano alle fermate.

Arrivato li trovo una tabella di orari SITA che mi avvisa che per le 11:00 un bus per Amalfi sarebbe effettivamente partito.

Alla fermata trovo una signora svedese un pò avanti con l’eta con un figlio 15 enne insopportabile che doveva prendere il Buonoturist per Capodichino. Lui sbottava in lingua e lei mi ha chiesto tante volte di capodichino che probabilmente lui ripeteva sempre in svedese “mammà, ma a ro cazz stamm ienn?”.

In effetti, povero frugolo, non c’era nulla, un segno della ditta una scritta qualsiasi, un qualcosa, probabilmente i Greyhound dell’Idaho offrono più informazioni di quelle che ha dato Piazza della Concordia stamattina alla strana coppia svedese.

Oltre alla signora, c'erano una coppia di turisti dell’est che volevano prendere il SITA per Amalfi (lo stesso che volevo prendere io) e un ragazzo che avrebbe preso il SITA per Avellino delle 12.

Alle 11:10 non si vede ancora né il pullman per Amalfi né naturalmente il privato per l ‘aeroporto di Capodichino. La signora Svedese mi ha chiesto quanto costava un taxi per Capodichino e che sperava passasse prima il suo e poi il mio. Evidentemente le davo sicurezza, la voglio anche capire, ma sperare che il mio Bus non passi mi sembra un po troppo. Infatti, puntualmente, alle 11:15 passa il mio SITA per Amalfi, saluto la signora e salgo, solo posti in piedi, insieme alla coppia di turisti che si dirigeva ad Amalfi.

Wow, strawow, sono sopra, e chi l’avrebbe detto?

Sono il primo, proprio di fronte al parabrezza anteriore, a fianco dell’autista che dice di conoscermi. Non ho mai preso quella linea ma non voglio deluderlo, invento che ogni due settimane uso prendere la SITA, è una bugia, ma non credo di essermi mai sentito meglio nel dirla. Lui è a suo agio. Camminiamo per Corsi Garibaldi, davanti alle poste centrali vedo la signora di Maiori che è ancora lì e inizia a prendere a parolacce tutto il mondo, autista compreso. Faccio un cenno per salutarla, ma è breve e la signora non lo avrà visto perché ero in piedi in posizione precaria e mi servivano le mani per reggermi in piedi più che per salutare.

Andiamo avanti e davanti al Teatro Verdi lasciamo a piedi un'altra decina di persone. L’amico autista inizia a sbottonarsi e inizia a fare outing su quanto gli dispiaccia lasciare la gente a piedi ma lui non ci puo fare nulla, se la linea è piena devono aspettare il prossimo. E’ una legge che non mi va giù, cerco di farlo ragionare, di metterlo di fronte alle sue responsabilità, alla gestione da padre di famiglia di una linea, ma niente, il suo cuore di autista ha la scorza troppo dura per ascoltare le ragioni dell’utenza, soprattutto a Ferragosto. Decido anche io di cambiare discorso.

Arriviamo al bivio che conduce a Vietri ed inizia una fila praticamente immobile che ci terrà bloccati per una quarantina di minuti, fino appunto a Vietri. Ovviamente nessuno aveva previsto il prevedibile e l’ottimismo ferragostano diventa dopo appena una mezzora, frustrazione.

E mentre la coppia di turisti dell'Est si è ricordata di quanto era duro prendere il Bus ai tempi del Patto di Varsavia, L’antideluchiano in dotazione al pullman in questo momento inizia anche ad alta voce, a 200 metri dall’ hotel Baia, una filippica contro il potere costituito, che ci ha volutamente bloccato su quel costone di roccia. Avrei tanto voluto risparmiarmelo. Ve lo riassumo in 5 parole: “ a che serve fare le grandi opere se i servizi di base non funzionano? Che turismo vogliamo fare col traffico che c’è il mare inquinato e tutti questi disservizi accessori?” Ben detto, ma si è fatto mezzogiorno e la tua filippica non è servita ad accelerare il percorso del nostro mezzo SITA.

Arriviamo a Vietri Sul Mare e lasciamo un'altra quarantina di utenti sulla banchina. Una vecchina malauguratamente decide di utilizzare la fermata di Vietri sul Mare per uscire, ma non lo comunica all’autista, che si avvede in ritardo della signora e apre il portellone una sessantina di metri dopo la fermata.

Gli utenti abbandonati sulla banchina qualche secondo prima hanno pensato che l'autista avesse avuto dei rimorsi di coscienza ed hanno iniziato a correre verso il pulmann. Il nostro Goebbels dell’utenza si avvede della rincorsa degli utenti, chiude il portellone e parte in accelerazione, sbiascicando tra le labbra un “vabbè ma non ci sta posto”.

Il viaggio ora inizia a procedere ad un andatura accettabile, ci fermiamo una ventina di minuti su Cetara, dove iniziano a scendere i primi passeggeri, consentendo poi a chi aspettava il pullman di salire, e più o meno iniziano a salire tutti quanti.

Ci fermiamo ad Erchie ed è la stessa cosa, strada libera, pochi problemi, alcuni scendono altri salgono. Ad un certo punto il traffico inizia ad intensificarsi e si blocca quasi completamente nelle vicinanze di Maiori. Si va a passo d’uomo e superare i due comuni gemelli, diventa faticosissimo. Ad un certo punto il traffico diventa un unico blocco. Sorry, tutto bloccato.

Con l’amico autista decido di farmi lasciare a 300 metri dal bivio di Castiglione, dopo Marmorata, in modo da potere prendere al volo l’autobus per Ravello, senza fare un'altra ora di pullman per entrare ed uscire da Amalfi. Scendo a 300 metri da Castiglione alle 13.16.

Questo bivio, noto a tutti voi, offre un panorama mozzafiato, una ausiliaria al traffico, una fermata per Ravello ed un bar salumeria che credo non abbia mai conosciuto tempi migliori di oggi. Entro chiedo se è possibile avere una colazione, mi fa un panino che sembra l’orca spiaggiata nel film squalo 2 (vedi Foto) che ho visto qualche giorno fa, naturalmente su retequattro, ma naturalmente da eroe della forchetta quale sono, non mi tiro indietro. Prendo un te freddo, e promettendo al gestore un atto piccolo, chiedo di andare al bagno prima del caffè. Nel frattempo arriva il pullman bloccato sulla statale che avevo lasciato a piedi.

Attendo il pullman SITA con su scritto RAVELLO. Fortunatamente il cielo è oscurato dalle nuvole e si sta bene in mezzo al traffico ad attendere il pullman SITA.

Eccolo finalmente il pullman SITA con su scritto RAVELLO. Passa, lo chiamiamo (eravamo una decina, l’autista, probabilmente parente del mio amico autista salernitano), alza il pugno destro e inizia ad ondeggiare l’indice a destra e sinistra, come un piccolo tergicristalli, proprio per indicare che la capienza del mezzo era già stata oltremodo superata e che quindi non poteva accettare nuova utenza, sebbene ne porti rispetto, come ogni cacciatore di squali fa con le sue prede.

Intanto a terra, scende il panico tra l’utenza, davvero ci troviamo dispersi in un mega ingorgo ferragostano e non sappiamo cosa fare, tra l'altro ci sono diversi stranieri e penso che sarebbe importante, quando si blocca la strada per Amalfi, fare qualcosa per loro, tipo invitarli a prendere i traghetti e fargli evitare questi infernali mezzi. Io, forse anche perché in preda alla digestione del panino simil orca assassina, inizio a delirare, penso all’appello di medici senza frontiere e che se a ferragosto fossi stato ad Aleppo sarei arrivato prima, non avrei trovato traffico e avrei fatto del bene a chi davvero ne ha bisogno.

Ma, atteso come la Madonna che vien dal mare, mette fine ai miei deliri e alle mie frustrazioni di giornata un altro SITA con su scritto RAVELLO. Il pullmann ha 2 posti liberi, noi siamo una decina, ma l’autista temerario apre a tutti e ci fa sistemare anche nel corridoio centrale, come d’altronde ha fatto quello della tratta Salerno-Castiglione.

Dopo qualche chilometro di salita finisce finalmente l’incubo ed inizia il sogno, supero il tunnel, accedo al centro di Ravello e, accolto da due ordinatissimi quanto inutili infopoint per turisti, sono in piazzetta. Sembra il posto più bello del mondo, altro che il quarto mondo della SITA fuori orario, dei posti in piedi e del traffico senza soluzione di continuità. Pago il biglietto di villa Rufolo, 5€, e salgo un'altra volta di livello.

Qui siamo addirittura fuori dall’Europa, siamo nel valhalla, dove orchestre sinfoniche innaffiano con la loro divina musica installazioni griffate da artisti internazionali e giardini impreziositi da una infinità di fiori colorati. Pensate, in questa divina magione pure la cuccia del cane (vedi Foto) è adornata di preziose e rarissime piante di ibisco dai colori esotici.

Al centro di tutto, il palco del Festival, e sotto di esso il mare e il meraviglioso panorama che tutti conosciamo.

Continuo il mio passeggiare per il divino borgo, visito l’esterno dell’auditorium (vedi foto) – tutto chiuso, anche il suo infopoint dedicato e a dire la verità un po scassatello, ma impossibile non osservare il meraviglioso paesaggio e intuirne le possibilità acustiche, fatte, anche dall'esterno, le prove.

Mi metto in marcia per ritrovare la via di casa. Questa volta è deciso, per tornare a casa prendo un traghetto, visto che ho verificato con autisti ed operatori vari che anche nel pomeriggio la costiera è bloccata. Il punto è arrivare ad un porto, segnatamente quello più vicino è Amalfi. Da li pare chiaro che ci vogliono 35 minuti di traghetto e 2 ore con auto o pullman. Ma questo pare essere un segreto di Stato per i turisti.

Arrivo dunque davanti alla fermata della SITA di vari privati e del CITYSIGHTSEEING AMALFI, oltre che dei taxi. Aspetto un pochino, ma arrivati alle 16:20 circa non si era ancora appalesato alcun mezzo pubblico, e molte delle persone iniziarono a farsi due conti sui mezzi privati. I taxi collettivi chiedevano 70 euro o la presenza di 10 persone a 10 euro l’uno. Feci presente ad un tassista che la strada era bloccata se ci accompagna per meno fino a dove finisce il traffico si fa più corse e guadagna di più. Niet. Nein. Nada. 10 euro each e basta.

Intanto il mezzo pubblico non arrivava e molti stranieri avevano già preso un biglietto traghetto con orario, dovevano tornare indietro ad amalfi e abbastanza in fretta. Arriva il pulmino del CITYSIGHTSEEING chiedendo per la tratta in questione 5 euro. Andata. Mi vendo il biglietto e compro quello investendo una cifra minima, che mi avrebbe anche dato la possibilità di fare foto perché il mezzo in questione è quello panoramico scoperchiato, inoltre la SITA continuava a non farsi vedere.

Saliamo sul pulmino rosso scoperto, e iniziamo il breve percorso verso Amalfi, breve ovviamente dal punto di vista chilometrico non del tempo, in quanto la statale era ancora tutta bloccata.

Dopo un paio di curve si fa vedere il PULLMAN della SITA con su scritto AMALFI, ma la cosa più interessante è che dopo 3-4 chilometri, poco prima di iniziare a metterci in coda, è iniziato a piovere!

Dopo una 30ina di minuti di pioggia, l’autista ci scarica vicini al tunnel pedonale (vedi Foto) vicino al parcheggio prima di Amalfi, dicendo “almeno così non vi bagnate”, e fu così che bagnati, confusi e felici arrivammo ad Amalfi.

Amalfi oggi ha vissuto un giorno memorabile, pieno di bella gente, turisti e visitatori di ogni tipo, ma bisogna dire che le aree di carico scarico dei pullmann pubblici e privati sembravano delle bolge infernali, ovviamente nessuno aveva avvertito i viaggiatori verso salerno e positano che sarebbe stato molto meglio prendere il traghetto, da buon samaritano mi sforzo di invitare tutti quanti ho conosciuto a prendere le vie del mare nelle loro tante declinazioni. La navigazione è stata tranquilla, come previsto in 35 minuti sono arrivato a Piazza Della Concordia dove mi ha accolto un bancale rovesciato buttato dentro una aiuola, che non esito a mostrarvi (foto in basso) e che mi ha ricordato tanto i giardini di Villa Rufolo con i suoi tappeti di fiori. Ma siccome mancano le banchine e le pensiline sono insufficienti, l'utenza è incazzata nera e aspetta i bus pubblici e privati all'interno delle aiuole, usandole come una pattumiera o un vespasiano.

Concludendo questo racconto, posso dire a tutti voi che l’esperienza odierna ho recepito questi importantissimi, imperdibili insegnamenti, che trasmetto a voi:

  1. Se ti viene voglia di fare una gita con i mezzi pubblici d’estate in costiera, resta a casa a guardare le Olimpiadi

  2. Se sei compare di Cresima il 17 di agosto a Maiori e decidi di pigliare il Pullman da Salerno, almeno prendilo a Via Vinciprova

  3. Se il Cresimando ti sta sul cazzo, prova a prenderlo al teatro Verdi

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