La Narco Lista di Duterte


Agosto 2016 è una data che resterà negli annali della storia delle Filippine per una campagna orchestrata dal presidente contro il traffico di droga interno ed internazionale. Rodrigo Duterte, il neo presidente delle filippine sta mantenendo il suo programma di campagna elettorale inscenando atti di9 vera e propria guerra contro il narcotraffico.

La Repubblica delle Filippine, il dodicesimo stato al mondo per popolazione con 92 milioni di abitanti ha vissuto uno dei più cruenti inizi di legislatura da un mese a questa parte. Le autorità dicono infatti che sono già stati trucidati dalle forze dell’ordine almeno 400 mercanti e spacciatori di droga nel paese, anche se l’ABC e la CNN parlano di una cifra pari a 800.

Parlando della grande città di questo arcipelago, Manila, dalla elezione di Duterte, almeno 10/12 “esecuzioni” di spacciatori ogni notte.

Ma al di la di questa azione repressiva, quella che ha fatto notizia è la “lista dei 160”, infatti domenica 7 Agosto è stata diramata dal presidente stesso, un j‘accuse non penale, che sa tanto di lavare i panni sporchi in pubblico. In questa lista, Il Presidente delle Filippine Rodrigo Duterte, ha nominato più di 30m politici, militari e giudici che potrebbero essere vicini al mondo della droga e del narcotraffico e li ha avvertiti di arrendersi. Duterte, che si è guadagnato consenso nella popolazione delle Filippine per la sua chiarezza, ha dichiarato che “potrebbe anche sbagliarsi” a proposito delle colpe delle persone che ha nominato.

Ha detto che i militari e la polizia aveva compilato quella lista, che non ha colori politici, aggiungendo che alcune delle persone presenti nella lista sono suoi amici.

Martin Andanar, il portavoce del presidente ha affermato "Il Presidente sta incoraggiando tutte le persone interessate, i signori della droga di venire allo scoperto, di arrendersi e sottoporsi ad un regolare processo” Lunedì 8 Agosto 31 Superiori e 27 Poliziotti semplici si sono recati al comando per autosospendersi dal loro ruolo, rispettando l’ultimatum di 24 ore che il presidente aveva dato loro.

C’è anche una curiosità, uno dei 160, un poliziotto, era già morto nel 2014 a causa di una malattia renale, e per quanto riguarda i giudici, un giudice della lista del Presidente è morto 8 anni fa. Molti poliziotti sono già congedati dall’arma, pare solo 28 su 90 siano ancora arruolati e operativi come poliziotti, più riservate le indagini dopo la pubblicazione dei nomi riguardo ai giudici, ma pare che di tutti i nomi presenti nella lista, solo 2 siano conosciuti come giudici corrotti. Insomma cè chi giura che questa lista non è stata preparata correttamente e che non è ammissibile che un presidente delle repubblica infanghi, nominandoli, delle persone che poi si riveleranno innocenti.

Ovviamente nelle filippine si è scatenato il dibattito su questa, bizzarra metodologia per sconfiggere “il narcotraffico”, e come sempre, qu7ando si parla di politica, la cura, una giustizia sommaria, pare spaventare tutti coloro vedono nel diritto la unica ancora di salvezza. Pare ovvio che il bizzarro presidente , già avvocato, non creda alle lungaggini del diritto, e cerca, inventa queste scorciatoie legate alla mediacrazia.

A questo proposito scrive Babe G Romualdez, del Philipine Star, dove parla di un suo amico, capitato nell’elenco di coloro i quali sono vicini al mondo della droga:” In particolare, uno di queste persone nominate dal Presidente è stato mio compagno di Ateneo, il giudice Antonio “Butter”Reyes della corte della Regione “Baguio”. Questa notizia è stata come uno shock per tutti noi, i compagni di scuola, noi che lo conosciamo come un idealista, un onesto ed un uomo retto. Guarda caso il giudice Reyes ha sentenziato 20 anni di galera ad un boss della droga nel 2013. Questo “kingpin drug” (boss della droga) è stato nel commercio illegale della droga dagli anni ’90, eludendo il controllo delle autorità. Nell’emettere la sentenza, il giudice Reyes scrive ”questa corte condanna l’accusato a una vita in prigione dove non farà mai più male alla società” …. Il nostro compagno, giudice Reyes, non vede l’ora di difendere se stesso da queste accuse, ma allo stesso tempo lui, come molti altri che sono stati nominati – adesso ha paura per la sua vita, sapendo quanto la situazione è diventata delicata. Tutti noi pensiamo che si debba dichiarare la guerra alla droga, ma per favore non facciamola agli innocenti.”

Pensare a questo scenario trasferito nella realtà italiana sembrerebbe quantomeno ridicolo, immagino Il nostro Premier Renzi che invece di annunciare ritorsioni contro i furbetti del cartellino, ogni settimana, su youtube, alla faccia della privacy, fa una decina di nomi, e li invita a lasciare il posto di lavoro, per il bene del paese.

Ironia a parte, credo che la lotta al narcotraffico sia una cosa seria e cercare nuovi metodi per vincere questa battaglia sia doveroso da parte di tutti, ma questa uscita della lista “sbagliata”, mi sembra contestabile. Spero che nel mondo occidentale non si arrivi mai a tanto. Tralascio la questione della mattanza adoprata dalla polizia, mattanza tra l’altro in piena funzione anche a Rio de Janeiro, dove, in queste baraccopoli c’è una vera e propria guerra tra stato e organizzazioni dedite al narcotraffico, ma il terzo livello implicato nelle questioni di mafia va combattuto decisamente con altre armi, non con la lettura di nomi e cognomi al telegiornale della sera.

Davide Gatto

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