Terroristi: In Francia Approvato il Jobs Act in Stato di Emergenza

Continuo con la collaborazione con questa redazione di una testata nata spontaneamente sul web che tratta notizia di natura nazionale e anche internazionale. buona visione/Lettura. Il metodo di scrittura è collettivo, spero che vi piaccia anche se pensiamo di dovere migliorare ancora molto.

Buongiorno a tutti e benvenuti al nuovo video di SocialTv.

In questa puntata analizzeremo i profili di tutti gli attentatori jihadisti che

recentemente si sono resi protagonisti di attentato piccolo o grande il Europa in

nome e per conto del Daesh. Andiamo a vedere di chi si tratta e soprattutto proviamo a capire se qualche episodio poteva essere evitato.

1) Partiamo dall’ultimo episodio, quello avvenuto a Rouen il 26 Luglio 2016. Adel Khermiche, uno dei due boia che hanno fatto irruzione durante la messa, era nato a Rouen 19 anni fa e nel giro di tre mesi si era radicalizzato pensando al jihad solo dopo la strage di Charlie Hebdo. Stiamo quindi parlando di un caso di emulazione, provocato dalla visibilità mediatica del Daesh dopo l’attentato in Francia. Il giovane aveva già provato due volte ad andare in Siria, prima nel marzo 2015 e poi di nuovo tre mesi dopo, nel maggio 2015, quando fu arrestato e posto sotto controllo giudiziario. Dopo dieci mesi di carcere, è stato nuovamente posto sotto controllo giudiziario e nel marzo del 2016 è stato scarcerato e messo agli

arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Nonostante tutto questo è riuscito comunque ad uccidere sotto il controllo delle forze dell’ordine francesi. Il secondo killer, complice di Kermiche, era Abdel Malik Petitjean, ragazzo francese nato nel 1996 e originario di una cittadina a 600 chilometri da Saint-Étienne- du-Rouvray dove il 26 luglio è avvenuto l’attacco. Anche lui, come il primo killer identificato già dopo l’attacco, era stato schedato con la lettera “S”, cioè ritenuto “radicalizzato e potenzialmente a rischio di passare all’azione” e per questo era ricercato dal 21 luglio 2016. La nota segnaletica interna con tanto di foto diramata domenica 24 luglio (2 giorni prima dell’attentato) recitava così: “L’individuo sarebbe pronto a partecipare a un attentato sul territorio nazionale, potrebbe agire da solo o con complici”.

2) Continuiamo con l’elenco di questi criminali e andiamo a Ansbach, in

Germania attentato del 25 Luglio 2016. In questo attentato Mohammed Delel,

27 anni, richiedente asilo siriano con problemi psichiatrici, aveva giurato

fedeltà al sedicente califfo Abu Bakr al-Baghdadi in un video trovato nel suo

cellulare, e aveva promesso di compiere una strage per vendetta contro la

Germania “nel nome dell’Islam“ e così si è presentato con uno zainetto

esplosivo al festival musicale di Ansbach. Il 27enne aveva già ricevuto due

notifiche per l’estradizione in Bulgaria e l’ultima era arrivata lo scorso 13

luglio. In questo caso il terrorista del Daesh non doveva essere in Germania,

doveva essere espulso dalla Germania per direttissima, visto il suo alto grado

di pericolosità.

3) Da qui andiamo a Nizza, 14 Luglio 2016 dove Mohamed Bouhlel ha compiuto

una strage di innocenti di cui ancora si ne parla. Questo criminale era ritenuto

un “lupo solitario”, e non risultava particolarmente religioso. Era un emigrato

di origine tunisina ed era padre di tre bambini. Aveva avuto grossi problemi

economici e a marzo era stato condannato per un diverbio. L’uomo aveva

precedenti di polizia anche se non era noto ai servizi. Residente a Nizza, era

nato il 3 gennaio 1985 a Msaken, a una decina di chilometri a sud di Sousse,

teatro la scorsa estate della strage sulla spiaggia affollata di turisti. Guidando il

camion che ha falciato 84 persone gridava “Allah Akbar”.

4) Torniamo all’elenco e fermiamoci a Bruxelles dove lo scorso 23 marzo è

piombato il caos. I criminali erano tutti belgi. Najim Laachraoui, 25 anni, si era

addestrato in Siria nel 2013 ed è accusato di essere uno dei responsabili della

logistica degli attentati di Parigi del 13 novembre. Khalid e Ibrahim el Bakraoui

sono due fratelli nati a Bruxelles. Uno si è fatto esplodere all’aeroporto

Zaventem, l’altro è il kamikaze della metropolitana Maelbeek. Entrambi erano

noti alle forze dell’ordine ed erano già ricercati nell’ambito dell’inchiesta sugli

attentati del 13 novembre. Khalid era stato condannato a cinque anni di

carcere nel 2011 per furto di auto. Ibrahim invece, era stato condannato a

nove anni per aver sparato contro la polizia durante una rapina a Bruxelles nel

2010.

5) Arriviamo al Bataclan e allo Stade de France. Il 13 novembre 2015 attacchi

simultanei, sparatorie e kamikaze in azione a Parigi. Abdelhamid Abaaoud 27

anni, belga, poi ucciso nel blitz a Saint Denis, è la “mente” degli attacchi.Viveva a Molenbeek, a Bruxelles, ed era considerato membro della cellula di Verviers

, prima della fuga in Siria. Anche lui appariva in molti dossier di

criminalità comune per fatti commessi a Bruxelles tra il 2010 e il 2011.

Salah Abdeslam, è stato il ricercato numero uno per mesi: 26 anni, cittadino belga

con genitori marocchini, era un irrequieto con precedenti di polizia prima di

radicalizzarsi. Omar Ismail Mostefai, 29 anni, cittadino francese, piccoli

precedenti penali, è morto al Bataclan, ucciso dalla polizia. Probabilmente

dalla Turchia era riuscito a raggiungere la Siria nel 2013 prima di ritornare in

Francia. Samy Aminour, 28 anni, cittadino francese, si è fatto esplodere nel

teatro. Viveva vicino a Parigi ed era sotto osservazione da parte dei servizi

francesi e classificato con la “S” che contraddistingue appunto gli estremisti.

Brahnim Abdeslam, 31 anni, fratello di Salah, morto da kamikaze anche luiappariva in molti fascicoli della polizia come associato ad Abdelhamid Abaaoud.

Bilal Hadfi, 20 anni, cittadino francese residente in Belgio, per gli

inquirenti aveva combattuto con l’Isis in Siria ma è riuscito a farsi saltare in

aria fuori dallo Stade de France. L’unico cittadino non europeo era un siriano

chiamato “Ahmad al-Mohammad“, 25 anni, di Idlib.

6) Omar Abdel Hamid el Hussein di 22 anni si è invece reso famoso negli attacchi

a Copenahghen. Era nato in Danimarca da genitori palestinesi fuggiti da un

campo profughi, ed è considerato autore dei due attentati. Era noto

all’intelligence per il suo passato di violenze e attività legate al possesso di

armi. Il ragazzo era uscito di carcere appena due settimane prima di colpire e

gli inquirenti dicono che è stato ispirato dai fatti di Parigi. Ecco parliamo anche

di Parigi. Vi ricordate di Amedy Coulibaly, il criminale che fece irruzione nel

supermercato koscer prendendo in ostaggio una marea di persone

ammazzandone 4? Ecco, anche lui aveva un passato da criminale comune

prima di convertirsi all’Islam radicale e anche al jihad. “Sono dello Stato

islamico” disse al giornalista della tv francese che lo chiamò. Originario di

Juvisy-sur- Orge, un piccolo comune a sud di Parigi, Coulibaly già da

adolescente colleziona una serie di condanne. Poi nel 2005 l’incontro con

Cherif Kouachi. Nel 2010 viene arrestato dall’antiterrorismo e viene

scarcerato nel 2014. E dopo?

7) Concludiamo questo triste elenco con il massacro nella redazione di Charlie

Hebdo dove i due fratelli Cherif e Said Kouachi di origine franco-algerini

ammazzano senza pietà 12 persone. Erano nati in Francia e rimasti presto

orfani e dati in affidamento, si legano al mondo dell’Islam radicale. Il più

giovane era stato arrestato nel 2008 e condannato a 3 anni perché

componente di un gruppo che inviava combattenti in Iraq. Entrambi erano

stati in Siria ad addestrarsi e tutto questo la polizia lo sapeva.

Dunque possiamo evincere da questa lista, che abbiamo attentatori con una

scolarità medio bassa, che frequentano le galere di tutta Europa e che colpiscono

con le armi più facilmente reperibili gli obiettivi che possono “attivare” il maggiore

clamore mediatico possibile, con la speranza di potere “risvegliare” altri attentatori

jihaidisti.

Visto che l’ambiente è quello della Galera ci pare ovvio osservare che nelle galere

esiste una vera e propria “compagnia di reclutamento”, che ricopre un ruolo

fondamentale in questo processo. Questi personaggi appena escono dalla galera o

sfuggono ai controlli o hanno paura di essere beccati, sono propensi a compiere

questi clamorosi attacchi. I personaggi sono arcinoti ed le forze dell’ordine allargano

le braccia quando, dopo un attentato, i giornalisti gli chiedono “ma perché sono

ancora a piede libero?” Certo in questo momento tutta una parte della società

francese è a piede libero, e non dovrebbe esserlo.

A proposito della Francia ci preme segnalarvi certe coincidenze che a nostro avviso

meriterebbero un approfondimento.

In Francia, dopo i primi attacchi, Hollande ha dichiarato lo Stato di Emergenza.

Qualcuno di voi si è mai chiesto cosa comporta? No? Ve lo diciamo noi. Quando uno

Stato dichiara lo Stato di Emergenza, prima di tutto sono vietate le manifestazioni

pubbliche. Questo non vi dice nulla? Jobs Act alla francese? Migliaia di lavoratori in

piazza a protestare contro questo attentato ai diritti dei lavoratori? Loro sono

francesi, a differenza degli Italiani non subiscono in silenzio ogni angheria

governativa. Loro erano arrivati a bloccare le centrali nucleari, a bloccare il trasporto

su gomma e tutti i reparti strategici del paese. Una volta dichiarato lo stato di

emergenza in Francia, hanno dovuto cessare ogni forma di protesta pena l’arresto.

Oltre a bandire quindi le proteste, lo stato di emergenza mette in cantina anche

alcuni diritti dell’uomo.

Qualche giorno fa Erdogan, il premier Turco, ha risposto alla Francia che lo accusava

di aver soppresso la democrazia ed i diritti democratici della popolazione. Erdogan

prese a schiaffi la Francia dichiarando che sono gli ultimi a poterlo accusare perché

quei diritti la Francia li ha sospesi MOLTI MESI PRIMA. Ovviamente si riferiva

all’applicazione dello stato di emergenza.

le dichiarazioni stampa rilasciate dal ministro dell’interno francese subito dopo la

strage di Nizza sono tutto un programma. Alla domanda precisa da parte dei

giornalisti sul perché la polizia e le forze di antiterrorismo non intervengono prima

che succedano queste cose visto che hanno informazioni dettagliatissime su questi

attentatori psicopatici, il ministro ha risposto rammaricato: “non possiamo

intervenire e arrestarli prima perché per ora è incostituzionale”.

Ah si? E quindi? O moriamo o modifichiamo la costituzione? Modifichiamo la

costituzione amici! Vogliono modificare la costituzione francese ma dato che li non

hanno un Renzi, una Boschi e un Verdini, ma soprattutto hanno un popolo attento e

che non si fa comprare con 80 euro, devono terrorizzare il popolo e farlo

inginocchiare. O morite o ci fate cambiare la costituzione.

A noi pare chiaro che in molti paesi si stia evitando di andare all’osso del problema e

attraverso una già nota “strategia della tensione” si tenta di cambiare la Carta

Costituzionale e introdurre il Jobs Act senza tanti problemi, cosa quest’ultima, che è

già stata fatta.

Certo tutte queste notizie messe insieme ci fanno venire una voglia matta di non

andare a votare, comunque è importante ragionare insieme a voi su quanto sta

accadendo, magari, una volta ogni tanto, l’umanità vincerà sul profitto.

Noi vi salutiamo e vi diamo appuntamento al prossimo video. Non ve lo perdete.

Buona giornata, speriamo di avervi aiutato a capire cosa sta succedendo a due passi

da casa nostra. Non che da noi stiamo più tranquilli, ricordatevi che come ministro

dell’interno abbiamo Angelino Jolie Alfano.

Che dio ci protegga amici. Vi saluto

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