GURU vs GURU (3): Loretta Napoleoni/Aldo Giannuli

Che cosa ci salta in mente quando pensiamo all’ISIS? Un video con musiche sufi montato con scene di guerra e scritte arabe, una bandiera nera, il video della decapitazione di James Foley, quello di un giornalista, Il Bataclan, un leghista in un talk show che ci dice che i terroristi dell’ISIS si stanno infiltrando in Europa attraverso i flussi migratori.

Ovviamente già qualcosa, ma troppo importante, troppo vicino, troppo non italiano, culturalmente e linguisticamente lontano per liquidarlo nel grumo delle notizie di cronaca che tutti i giorni si liquefanno intorno ai nostri neuroni, è necessaria la lettura di un libro per capirci di più.

Molti libri sono stati recentemente pubblicati per spiegare al pubblico che volesse approfondire il fenomeno dell’ISIS; nella nostra rubrica GURU vs GURU ci soffermeremo su due testi sull’ISIS realizzati da due scrittori di lingua italiana, Loretta Napoleoni, che avevamo già citato, con il suo “ISIS, lo stato del terrore” che confronteremo con il prof. Aldo Giannuli che ha pubblicato “Guerra all’ISIS”.

La Napoleoni racconta nel suo libro la storia recente del mondo jihadista dell’area dove sarebbe poi nato l’ISIS, prima l’Iraq prima e dopo i bombardamenti che hanno destituito il regime di Saddam, fino al ritiro degli americani che, pare abbiano lasciato libero proprio da uno dei loro campi di prigionia, il futuro autoproclamatosi califfo al baghdadi, attuale capo dell’ISIS, e, quasi contemporaneamente la storia di quello che succede in Siria dopo la primavera araba, con le azioni dell’ISIS e il suo successo in quei territori.

La Napoleoni definisce “guerre premoderne” tutti i conflitti attualmente in corso nel mondo, da boko haram all’ucraina, ma attribuisce all ISIS un elemento di novità rispetto a queste guerre combattute comunque da gruppi armati. L’ISIS, dopo il primo momento di cruenta conquista, cerca di essere Stato moderno, un tentativo di rivisitazione del Califfato in chiave moderna, cercando di applicare da subito Legge, ordine e sicurezza nazionale per le popolazioni: oltre a queste cose, l’ISIS si differenzia per la sua evidente ricerca di legittimazione popolare, il “contratto sociale” di Rousseau.

Questo, secondo l’autrice, sarà modello per tutti i gruppi terroristici futuri in tutte le aree calde del mondo. L’ISIS tenta di fondare e costruire un nuovo stato, moderno, islamico che rappresenti per i Sunniti ciò che israele è stato per gli Ebrei. I Musulmani sunniti sono dappertutto, e anche se disorganizzati militarmente e disposti in piccole cellule, sono anche in Europa, l’Europa delle diseguaglianze che sono più diseguali per i musulmani che vivono nelle periferie. La legge coranica, ma anche vaccinazioni gratis e obbligatorie, sebbene i modi per finanziarsi sono quelli della vendita di ostaggi e del racket dei migranti, per tanti musulmani dispersi per il mondo, sradicati magari anni addietro dalla guerra, questo Stato Islamico rappresenta una utopia per la quale vale la pena combattere.

Il Libro di Giannuli è preciso e rigoroso nella descrizione dell’ambiente politico, l’autore fa di tutto per non dimenticare nessuna componente in gioco nelle varie aree che interessano questa crisi. La storia, la religione, la politica dei vari Stati, le tribu, nulla va lasciato fuori dall’analisi del libro, che annuncia già nel titolo la parola "fare".

Forse la differenza sta anche nei verbi. La napoleoni vuole che il lettore “comprenda” Giannuli cerca di organizzare qualcosa da “fare”, ed è ovvio che chi vuole fare deve inserire prima tante variabili in questo mondo complesso, cosa che chi vuole fare comprendere può tralasciare per sottolineare eventi e notizie più importanti affinché il lettore capisca.

I due libri nascono con presupposti di analisi ben diversi, nonostante descrivano lo stesso fenomeno. Ma che si parta da filosofie e concetti che stanno alla base del nemico o che si parli di spionaggio o strategie militari, entrambe gli autori arrivano ad una stessa conclusione: L'intervento di una forza di pace internazionale contro l'ISIS non sarà sufficiente a debellarla, anzi le possibili conseguenze sono di gran lunga peggiori dei migliori risultati che si possono ottenere.

Giannuli ipotizza alcune soluzioni che possano risolvere la crisi, come tutti gli autori, ovviamente descrive il percorso che ha portato alla scelta di queste soluzioni, ma non le descrive con estremo dettaglio, lasciando uno spazio abbastanza importante per eventuali modifiche.

  • Classi miste nelle banlieues francesi e di tutta europa, per facilitare l'integrazione e isolare i pericolosi

  • Politica dei media nel trasmettere gli attentati di queste forze, bisogna equilibrare perchè lo squilibrio tra parigi e baghdad viene percepito dalle poplazioni musulmane europee

  • Anche in termini di semplice lessico, se un presidente di repubblica come Hollande e Obama dichiara guerra all'ISIS, di fatto danno al nemico la "patente di Stato" il che andrebbe fatto con estrema misura

  • Non oscurare i siti dei terroristi ma prendere da loro informazioni, il flusso di traffico di dati per questi siti quando va verso un determinato paese, è segno che un attentato è imminente.

  • cercare di muoversi con una politica seria contro i finanziamenti degli Stati e dei vari "trust" amici dell'ISIS, cosa che ad oggi non è mai avvenuta

Il problema in verità non è sconfiggere l'ISIS in quanto tale, che con "facts & figures" l'"armata" è piccola e male assortita, anche se si fa amare dal popolo e dalle città che va a occupare, ma andare contro i vechi schemi che erano stati disegnati 100 anni fa da Churchill, Nessuno scommetterebbe sulla riunificazione dell'Iraq, nè della Siria, ovviamente sarà poco probabile mantenere i confini della Libia e del Sudan, dunque occorre una mentalità nuova, più vicina alle etnie che da secoli si scontrano per ricostruire un area geografica vastissima con nuovi soggetti che tengano presente della peculiarità delle varie etnie, della spinta pan araba e della voglia di globalizzazione che spinge tutti gli Stati ad autoeliminarsi.

Sebbene il libro di Loretta Napoleoni sia chiaro e comprensibile, e lo ritenga ottimo per un primo approccio alla questione iraq-siriana (si legge in uno-due giorni), va premiato il libro del prof. Giannuli per essere più completo, grazie anche ad una buona settantina di pagine in più. ottimo già per un buon approfondimento, soprattutto in termini di storiografia e strategico-militari. (si legge in due-quattro giorni)

Il lettore di queste opere si renderà conto della vastità e complessità del problema, cosa che renderà non superfluo l'approccio di altri testi di approfondimento, anche se, ripeto, la trattazione dello specifico tema ISIS viene trattato con competenza e attenzione alle esigenze del lettore, ma è proprio il fatto che l'ISIS non nasce in una bolla di vetro, che la sua comprensione risulterà migliore solo dopo un attento studio della storia dell'area e dell'Islam, considerando recenti e remoti conflitti.

Davide Gatto

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