Un libro sulla storia degli scavi di Pompei


Sono due i motivi che mi spingono a suggerirvi la lettura di questo libro. Il primo è che attraverso la storia di questi importanti scavi l’autore fa una storia grande/piccola del Sud e della Campania. Col passare dei capitoli si intravvede quanto sia difficile la gestione amministrativa e i rapporti politici e direi culturali tra Roma, Napoli e la gestione di questo immenso sito archeologico, oramai, nonostante la mala gestione, meta di tutti i turisti e appassionati di archeologia del mondo.

Una biglietteria che è stata sempre soggetta a ruberie fino alla gestione informatizzata, una gestione del personale che definire familista è davvero fargli un complimento, e soprattutto una gestione del territorio e dell’urbanistica del territorio stesso da fare accapponare la pelle anche al costruttore e al cementificatore più determinato.

Basti pensare che prima dove c’erano gli scavi di Pompei era tutta una florida campagna ed è bastato scoprire queste rovine per fare impazzire i campani che hanno iniziato a fare a gara a costruire case proprio con vista sugli scavi, pur sapendo che probabilisticamente, avrebbero potuto costruire sopra altre domus essi stessi.

Il secondo motivo è che attraverso questa narrazione, l’autore fa capire quanto sia grande e complessa la gestione di un sito unico al mondo come quello di Pompei. Qui non siamo davanti al Colosseo, neanche davanti l’arena di Verona, non ci sono Piramidi né la Sfinge, ma una vera e propria città con centinaia di case e con 700 dipendenti di una soprintendenza ad hoc che si alternano per tenere aperto il sito. Un sito che necessita di cure e budget altissimi per la sua fruizione e per la sua semplice conservazione. Da queste semplici nozioni di gestione dei beni culturali, Erbani ci fa capire cosa è Pompei e quali sono i suoi problemi, annosi e per certi versi irrisolvibili. Croce e delizia di qualsiasi Presidente del Consiglio o Ministro della Cultura, sarebbe meglio che chiunque pensi di candidarsi a Governare il nostro paese e quindi anche le sue Soprintendenze, prima dia un occhiata a questo sito, o, se proprio non può, una lettura a questo libro.

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