5 libri di narrativa che un uomo potrebbe leggere questa estate.


L’estate è fatta per riposarsi e anche per leggere. Che ne pensate per un anno di chiudere con il calcio estivo, con la campagna acquisti, con il moto GP e gli europei e le olimpiadi, tanto comunque vada, li perdiamo?

Non è dato a noi rispondere, ma comunque, qualora vi fosse saltato in mente di leggere qualcosa, ecco i nostri suggerimenti.

Evitiamo miti della letteratura maschile quali Hornby e Palahniuk, oramai orfani quasi del tutto del primato di scrittori del machismo letterario, e consilgliabili soltanto a coloro i quali si sentono particolarmente “Vintage” o vogliono farsi notare da “qualcheduna” che abbia una idolatria verso John Cusak. Tra gli italiani evitiamo accuratamente Scanzi e Volo, oramai portare sotto l’ombrellone un loro libro non significa più mostrare alle altre persone la propria sensibilità letteraria nascosta, ma manifestare apertamente un anima criptogay.

Di fatto nessuna persona, tantomeno donna inizierebbero una conversazione su questi autori, tanto meno con Scanzi si rischia di passare addirittura per grillino, sebbene l’autore scriva romanzi, ma non è detto che la donna lo sappia, tenendo presente il livello medio dei posti estivi dove vi recate, state sicuri che vi troverete solo donne che non sanno neanche chi è Scanzi.

Aspettiamo la prossima uscita di Saviano, e lasciamo in biblioteca anche lui. Portare “Gomorra” in spiaggia nel 2016 equivale a parcheggiare al lido col Califfone guidato con le Crocs ai piedi, insomma a meno che il bagno non sia gestito da una famiglia di casalesi, meglio restare a casa.

Ed ecco a voi, finalmente, le nostre proposte.

La prima lettura che suggeriamo è il meraviglioso romanzo “i Viaggi di Gulliver” di Jonathan Swift, un libro che tutti conosciamo, anche le “vrenzole” più coriacee e refrattarie alla lettura, libro che si presta ad una doppia lettura, una per così dire semplice ed una satirica, la semplice lo fa diventare un magico libro per bambini, la satirica, uno dei primi e più importanti libri di satira politica della modernità. Insomma quanto basta per rendersi interessante e appassionarsi ad una lettura che è meglio di qualsiasi giornalino scandalistico o quotidiano sportivo, che tra l’altro non può fare altro che narrare i preliminari di Coppa Italia.

Giusto per restare in tema romanziero e di Sud, propongo “il Giorno Della Civetta”, di Leonardo Sciascia, libro, da leggere e da rileggere, senza dubbio alcuno un capolavoro, che sarà capace di zittire dall’alto di questo capolavoro letterario, ogni conversazione al bar del lido su questa o quella battuta dalla serie tv “Gomorra”; se conoscete il film a memoria cambiate con “il Gattopardo”, se conoscete a memoria anche “il Gattopardo andate al numero 3.

Terzo libro è “1984” di George Orwell, un classico che sta bene dappertutto, per chi vuole tirarsi fuori dalla tecnologia da spiaggia, palmari, tablet, selfie e smartphones, 1984 sarà una bandiera che potrà tenervi fuori, in aperta critica col mondo tecnologico che vi circonda, pure essendovi dentro fino al collo. Il libro è un classico appassionante che non ha bisogno di presentazioni.

Ma cerchiamo di non mettere l’umorismo nel dimenticatoio, qualcosa che fa ridere e che mostri agli altri il vostro bel sorriso nel mentre scorrete con gli occhi quelle pagine. Un bel Oscar Wilde, magari nell’ ”Importanza di chiamarsi Ernesto” non farà sicuramente annoiare. Se proprio volete mischiare l’umorismo di Wilde con edonismo da spiaggia, allora potete sostituire con “Il Ritratto di Dorian Gray”, ma ricordatevi di fare la ceretta.

Ultimo suggerimento è un bel libro di Pirandello. Non scrivo il titolo, sceglietelo voi o comprate una raccolta di racconti, se non vi piace il suo teatro. Pirandello è OUT, mi raccomando copritelo accuratamente con un bel giornaletto patinato o con un quotidiano sportivo. Nessuno deve sapere, ma la lettura di Pirandello d’estate è da sempre una delle cose di massimo godimento che la letteratura ci ha regalato.

Riassumendo:

I Viaggi di Gulliver, Il Giorno della Civetta, 1984, L'Importanza di chiamarsi Ernesto, Pirandello (quello che vuoi)

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