Libri in Classifica (1): i 5 libri necessari per sopravvivere ad una discussione con un grillino.

La prima classifica per sopravvivere ad una discussione sulla politica, l’attualità senza sconfinare nel complottiamo o nelle chiacchiere da bar. Oggi il Gatto Quotidiano presenta una classifica di 5 testi che ritiene base, fondamentali per chiunque voglia intraprendere un percorso di apprendimento legato all’economia alternativa. Va premesso che tra questi 5 ci sono degli autori stranieri, che citeranno storie e casi vissuti fuori dall’italia. L’ambientazione e l’angolazione di vista italiana spesso può aiutare il lettore a meglio comprendere certi ragionamenti e se si è proprio alle prime armi è un autore italiano quello che consigliamo. A dispetto del titolo, non abbiamo pubblicato libri di Grillo o di Casaleggio o pubblicati con titolo del Blog. Lo abbiamo fatto apposta. Ma, senza alcun indugio, iniziamo con la classifica.

Al 5 Posto Il Libro di Loretta Napoleoni “Democrazia Vendesi”. Un saggio che spiega in una maniera narrativa spiccatamente divulgativa problemi socio economici decisamente complessi. L’economia del debito, l’euro, i problemi del capitalismo, il capitalismo finanziario, tutti temi che dagli anni ’90 sono al centro di grandi discussioni e che, in questo testo, vengono trattati in maniera esplicativa corredati da storie esempi e,

naturalmente una valida e rigorosa esposizione di numeri e statistiche che vanno a supporto di quelle che sono secondo l’autrice, le cause principali della crisi e le sue probabili soluzioni. In effetti è un vero e proprio manifesto dell’autrice, che spazia su argomenti di tipo economico che ricama insieme con una bravura davvero fuori discussione. Imperdibile il paragone tra il processo di unificazione politica europea e quello avvenuto alla fine del 1800 dell'Italia. La creazione del debito unificato e la creazione della Lira paragonata all'attuale processo, in divenire, riguardante l'Europa.

Al 4 posto un altro libro/manifesto: la Decrescita Felice di Maurizio Pallante e’ un breve saggio del 2009, decisamente divulgativo, probabilmente Pallante è l’autore più citato da altri autori in testi relativi alla Decrescita, termine che ha fondato lui. Insieme a Pallante viene sempre citato Latouche, avendo letto diversi

libri di questi autori, mi sento di suggerire per chi vuole iniziare questo testo, scegliendo il libro che

comunque ha più riferimenti con la realtà Italiana. Personalmente ritengo che questo libro tratti strettamente di economia, e soprattutto di come sia oramai chiara la questione delle risorse del nostro pianeta, in particolar modo le risorse fossili, soprattutto legate appunto all’economia, alla politica e ad un modo diverso di approcciare la propria vita, sia in termini politici che personali.

Al 3 posto di questa personale classifica “Prepariamoci” di Luca Mercalli. Il testo tratta sostanzialmente gli argomenti del libro di Pallante, ma a mio giudizio spicca tra i tanti testi che ho letto per la direzione narrativa decisamente divertente e divulgativa che l’autore ha voluto imprimere nelle sue pagine. Lo sforzo di rendere comprensibile e quanto mai chiare e convincenti le sue tesi è evidente fin dalle prime pagine del libro .

Ne viene fuori un libro capace di aprire la mente di chiunque che è anche un manuale per chi volesse raggiungere la felicità in questo mondo con meno risorse e meno abbondanza di prima. Ottimo motivatore e convinto esperto dell'argomento, l'autore televisivo si legge in breve tempo lasciando in chi legge il "prezioso" entusiasmo di "provarci".

Al 2 posto un libro di un autore straniero “manuale Pratico della Transizione” di Rob Hopkins. Qui, fatta eccezione per la parte iniziale, una disamina ben documentata sui combustibili fossili, il loro picco in esaurimento e il concetto di “resilienza” Il Fondatore del movimento delle “Transition Towns” scrive un vero e

proprio manuale dedicato a chiunque voglia intraprendere un percorso di transizione, che sia singolo o in un gruppo, decine di esempi, grafiche che possono essere usate come “case study” e tantissimi suggerimenti utili. in questo libro, a differenza degli altri, si parla di moneta complementare, proprio perché a Totnes venne introdotta nel commercio locale. Se il libro di Mercalli vi farà venire voglia di "fare qualcosa", questo è il libro più indicato a dirvi "come farlo".

Al 1 posto “Rivoluzione: Istruzioni per l’uso” di David Graeber, un altro autore straniero. Questo libro è forse il meno preferibile dal punto di vista della leggibilità, l’autore, docente universitario, si sofferma nella prima parte a descrivere la genesi di molti i movimenti di protesta in america e tutti i problemi di coesistenza e coabitazione che hanno avuto durante gli anni.

Orientato sulla descrizione del mondo anarchico americano, spiega meticolosamente il concetto di azione diretta e di quello che può significare per il cittadino, il libro ragiona poi di tematiche relative alle dinamiche di gruppo e come si è fatto per meglio veicolare queste dinamiche al fine di non fare “incartare” il gruppo su

se stesso al fine di fare arrivare a compiere al cittadino l’azione stessa o al gruppo di cittadini che si prefiggeva un determinato scopo. Alla fine un capitolo su come meglio comunicare le azioni che i cittadini intendono compiere. Solo un ex docente di Yale poteva scrivere un libro sui “centri sociali” usando un pragmatismo che a volte può sembrare berlusconiano o in stile Dale Carnegie. Inutile dire che questo stile da rivoluzionario bocconiano ci ricorda qualcuno e in molti capitoli i rivoluzionari liquidi o tecnologici lombardi sembrano avere proprio preso spunto da uno dei leaders di OWS. L'organizzazione per affrontare una pacifica rivoluzione è un tema decisamente ricorrente. L'accostamento scientifico a questo tema è davvero raro. Basti ricordarsi di Carlo Pisacane e della sua tragica fine causata da un mix di comunicazione difettoso, gli ardimentosi rivoluzionari non vennero percepiti dagli abitanti locali come dei veri e propri rivoluzionari, ma come un gruppo di balordi. Errore di strategia comunicativa che pagarono caramente e che non sfuggì a Garibaldi, che, quando venne il suo turno, non mancò di confezionare un migliaio di "Camicie Rosse" per dare un identità di comunicazione percepita immediatamente dagli abitanti del Sud come rivoluzionaria. Al di la di questa personale, digressione da meridionale, il libro presenta un mix irripetibile che a nostro avviso merita la prima posizione e, ovviamente, la vostra attenzione.

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