L'Islam Vincerà!



Sembra un maledetto deja vu, il ricordo di qualcosa di brutto che ritorna sempre in mente fino a fischiarti nelle orecchie. Erano gli anni del liceo, i primi cortei e le prime assemblee che provavano a trasmettere i primi mantra, i primi codici: Israele, Intifada, Gerusalemme, Palestina. Oggi facciamo finta di non vedewre, ci affretiamo a cambiare canale, ma i fischi delle bombe israeliane e dei missili di Hamas sono sempre lì che ci svegliano, ci richiamano al passato proprio quando la primavera post covid ci regala i primi sospiri di luce.


Ma cosa significa, oggi, il conflitto Israelo-Palestinese? Quali sono le forze e gli attori in campo? E a chi interessa?


Per rispondere a queste domande, parlerò di un libro che ho letto di recente, "Sottomissione" dello scrittore francese Michel Houllebecq. In questo libro il protagonista, un professore di nome Francoise, affronta la sorprendente novità politica che porterà l'Islam moderato all'Eliseo e una rivoluzione visionaria che toccherà la vita di tutti i francesi e tutti i cittadini europei che avranno a che fare con il modo di vivere, di concepire la società l'economia e lo Stato della parte moderata di quello che noi chiamiamo Islam. In Europa oggi risiedono venticinque milioni di islamici, esclusa ovviamente la Turchia.


Molti demografi pensano che in Europa presto si arriverà ad un numero di 75 milioni di Islamici. La Francia è un pò, insieme a Paesi come il Belgio, il centro in termini di distribuzione di questa popolazione, ma in ogni nazione europea esiste una comunità islamica, ovviamente non solo di migranti, ma di seconda generazione e anche convertiti all'Islam. Ma al di là di quello che potrà essere il futuro, è evidente che la crescita demografica c'è stata in quanto nel 2000 la popolazione islamica non superava i dieci milioni di abitanti. Per fare un altro paragone, negli Usa ci sono 3,5 milioni di musulmani. I partiti islamici in Europa sono presenti in molti stati, ma, anche negli stati dove l'Islam è "Avanzato" di più, hanno le percentuali che aveva la Lega Nord negli anni '80. Tuttavia in tutta Europa il numero di confraternite aumenta, e aumenta anche il numero di convertiti.


Ed è proprio di conversione che parla il nostro libro. La base teorica della conversione di Francoise viene posta da un suo collega già convertito all'Islam "Per me c'è un rapporto tra la sottomissione della donna all'uomo in histoire d'O e la sottomissione dell'Uomo a Dio come la contempla l'Islam", questa frase, definita blasfema anche dal professore stesso è un pò la frase che dà il titolo al libro. Nel mondo del libro l'Islam che fa paura, quello dei terroristi delle Twin Towers e dell'ISIS viene sconfitto, mentre, contemporaneamente un islam moderato che porta con se i valori del rispetto della famiglia e della natura, di una economia anticapitalista e solidale, conquista i cuori degli europei, anche, paradossalmente, di quelli che possiamo definire "sovranisti", che riconosceranno nell'Islam gli stessi valori che il mondo occidentale avrà perso.


Il professore scriveva best seller sull'argomento, e fu chiamato a rispondere alla domanda se l'islam finisse per dominare il mondo. In riguardo all'Europa affermava che le civiltà occidentali erano spacciate: "l'individualismo liberale era tanto destinato a trionfare finché si limitava a dissolvere quelle strutture intermedie che erano le patrie, le corporazioni e le caste, quanto, aggredendo questa struttura ultima che era la famiglia e quindi la demografia, firmava il suo fallimento finale, a quel punto sarebbe arrivato logicamente il momento dell'islam." Dunque a quanto dice Houllebecq, l'individualismo che ha contagiato i Paesi cattolici distruggerà le istituzioni tradizionali delle società facendo spazio ad una società di "atomi liberati" non più raggruppati in famiglie, e lì l'Islam moderato prenderà il sopravvento sul capitalismo liberale dominante, diventandone l'unico serio oppositore.


Vista questa prospettiva, perlomeno affascinante anche se possiamo attualmente annoverarla tra le distopie da romanzo, la lettura della crisi israelo palestinese si rovescia, con un mondo islamico che soffre in quell'area il dominio di una forza come quella di Hamas, e uno Stato di Israele che ancora crede con perfida disperazione all'effetto della repressione sui territori occupati. Pare evidente che oggi la scacchiera sia cambiata nonostante la forma della contesa di Gerusalemme resta sempre quella, e ovviamente, forse, non muterà mai.


"Se l'Islam non è politico, non è niente" - Ayatollah Khomeyni

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