Fuffamonti

Accade per questa fine anno che il Neo ministro all’istruzione, all’indomani del primo giro di finanziaria, si dimette dall’esecutivo, mettendo in serio imbarazzo il proseguimento dell’attività governativa. Al suo posto due nuovi ministri, il rettore dell’Università di Napoli e la già sottosegretaria deputata grillina, Azzolina, insegnante deputata che studia da dirigente scolastico. Ho conosciuto Fuffamonti in Parlamento, durante il celebratissimo seminario “Parole Guerriere”. Non mi è sembrato un granchè, anzi, oltre ad essere pieno di sé, di fronte ad una preparazione tutto sommato ordinaria per una cattedra universitaria, ed una cattiva conoscenza della realtà italiana, non perse tempo di fronte al Presidente della Camera a dire che lui frequentava contesti popolati da Stiglitz, Fitoussi, Rifkin, col doppio effetto di svilire il ruolo di Roberto Fico e di risultare alla platea un borioso contaballe buono solo a farsi selfie e ripetere i buzzword dei vari Guru dell’economia.

Nel mese precedente il Movimento 5 Stelle aveva perso un'altra cattedra, il professore Grassi e l’avvocato Urraro, rispettivamente docente di diritto all’Università Partenope e presidente del Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Nola. Poi è di queste ore il caso Paragone, un grosso errore politico di Davide Casaleggio, che ha ordito una manovra di marketing politico con la speranza che i cittadini del Nord Italia credano alla rappresentazione del Movimento 5 Stelle in salsa "la gabbia", manovra allora elettoralmente riuscita, che però oggi viene rivendicata da Paragone in un “Pizzino Social”, seguito da una miriade di pentastellati che oltre a difendere il saggista di “Gang Bank”, rivendicano come “anche” loro il successo del 2018.

Mi spiace ricordare a tutti quanti che i voti del 2018 non sono loro, né di Davide Casaleggio né di Luigi di Maio, i voti sono dei cittadini che liberamente li danno a chi vogliono, risparmiateci per i prossimi due anni questa manfrina su chi, nel 2018, veramente avrebbe preso il 33% e chi sarebbe il "nulla"

Gli inserti “a freddo” funzionano come gli innesti del vino. Se si vuole innestare il Merlot del Varesino con l’Aglianico Avellinese, bisogna difendere l’innesto fatto, lasciarlo alla pioggia e alle intemperie come se fosse un vitigno non innestato, ti farà perdere tempo e preziosi raccolti, perché la pianta cresca forte, e migliori il raccolto nel suo complesso, va difesa, come è stata ben introdotta in un percorso l’esperienza di Spadafora, Ministro “corpo esterno” al M5S delle prime annate, ma con un percorso privilegiato e protetto. Dunque su Paragone vanno dette a mio giudizio 2 cose:

1) se hai CR7, non lo lasci in panchina, gli dai qualcosa da fare, se lo usi solo per aumentare gli abbonamenti in estate, sei nella sfera dell'autolesionismo puro 2) Attualmente la linea economica e geopolitica non c'è, verrà svelata a marzo negli Stati Generali, ai quali non parteciperà Paragone, al di là del fatto che Paragone non è un candidato normale perché nessun candidato ha presentato Italia 5 Stelle, il giudizio dei probiviri è richiesto e corretto, ma fino ad un certo punto, non si tratta di una marachella sulla restituzione, ma un nodo politico che andava sbrogliato negli Stati Generali, all'interno dei quali, ad esempio sul sovranismo si sarebbe potuta dare una linea definitivamente antisovranista al movimento e dunque anche lui avrebbe preso atto che i tempi sono cambiati rispetto a quando il sovranismo era bene accetto dai vertici.

La somma di questi eventi non può che portarci alla domanda che l’universo grillino si pone in continuazione.

Quale è la migliore classe dirigente per il Movimento 5 Stelle?

Faccio notare, al di là delle mia antipatie personali, che abbiamo perso un importante firma del giornalismo nazionale, due professori di livello universitario e un avvocato, sicuramente stimato almeno tra gli altri avvocati; in due parole quello che potremmo definire il livello apicale di quello che i partiti con il pedigree a posto definiscono la nostra "società civile". A complicare il tutto va detto che Fuffamonti non è stato un fulmine nelle restituzioni dello stipendio da deputato, doveva 60 mila euro quando è stato nominato Ministro, e sapere che il Rettore dell’Università di Napoli avrebbe accettato la poltrona di ministro, mi fa credere tutto sommato che sopravvalutare il signor Sudafrica è stato quanto meno azzardato, anche perché si è spesso e volentieri burlato della comunità pentastellata e dato prova di non capire il miracolo di cui ha preso parte.

Ma il problema resta. Una volta vinte le elezioni, ci sarà sempre il problema di chi mettere nelle posizioni apicali, al fine di attuare il programma presentato agli elettori. E su questo punto, al di là di quanto si possa essere dogmatici, il problema rimane, e si ripropone con Gianluigi Paragone.

Si può utilizzare il superesperto, universalmente accreditato, il superfedele al capo politico, il supergrillino dal dna proveniente direttamente dalla barba del nostro Profeta. Mentre ero a casa a pensare a queste cose, cercando di scrivere qualcosa di utile per suggerire una formula giusta, in televisione suonavano le note di un recente, oceanico concerto di Vasco Rossi.

Di concerti rock ne ho visti tanti e ho provato cosa significa stare sotto pressione nelle prime file di un concerto. Conosco tre tipologie da prima fila al concerto. I superfan, quelli che fanno file di 2 giorni che non hanno altro concerto all’infuori di quello e che vanno davanti perché non c’è altro modo di godersi il concerto del loro unico idolo.

Poi ci sono i competitivi, quelli che non conoscono neanche bene le canzoni del cantante o del gruppo rock in questione, ma sono dei competitivi naturali e vogliono stare avanti a tutti perché hanno deciso che il concerto è una gara a chi sta più avanti. Poi, terzi, ci sono i chimelofafan, fan sfegatati di quell’artista che quando vedono quell’indegno caos di sudore saliva, fumo, e lacrime, pensano bene di ritirarsi e di godersi la vita anche durante il concerto, magari in tribuna.

Nel Movimento 5 stelle si intravvedono nettamente le tre tipologie che si contendono la prima fila del concerto, appare evidente che quanto più c’è caos, entreranno i superfan e i competitivi, e non entreranno mai i chimelofafan, che preferiranno ascoltare il richiamo della loro dignità personale invece che accomodarsi in poltrona. Oggi i concerti rock più gettonati offrono modalità di ingresso differenziato alla prima fila, in modo da fare entrare solo i fan e i chimelofafan, che volessero pagare un biglietto differenziato per la prima fila. I competitivi possono lottare per la seconda fila.

Trovare delle modalità che consentano di non fare entrare nella stanza dei bottoni coloro i quali non c’entrano niente ma che iniziano a competere perché hanno una visione della vita da scalatore in competizione continua potrebbe essere un passo in avanti. Ricordiamoci le parole di “Honorè de Balzac”, “Gli arrivisti sono come le scimmie delle quali hanno l'agilità: durante la scalata si ammira la loro destrezza ma, una volta arrivati in cima, non se ne vede che il culo.”

Davide Gatto

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