Lo Spettacolo deve ancora Cominciare!

All’indomani dell’ennesima perturbazione con danni a cose pubbliche e private, si alternano in tutta Italia dibattiti che possono essere considerati non sense.

Ben presto la potenza del vento aumenterà ancora di livello e sfonderà i vetri. Prima i vetri delle finestre delle scuole, poi dei vecchi ospedali e edifici pubblici, poi ancora danneggerà case, attività commerciali e palazzi. I tronchi galleggeranno nell’aria quel tanto che basta per essere filmati e restare nell’immaginario comune, fossati nella nostra coscienza collettiva almeno per 48 ore.

E’ il cambiamento climatico, che ci ha regala la sua più importante manifestazione in quelle che usavamo definire la “mezza stagione” ed oggi è diventata la stagione dell’acqua e del vento a velocità imprevedibili. Ma andiamo per grado, ripercorriamo uno alla volta gli episodi di questi ultimi periodi.

A Settembre 2018, proprio nel capoluogo, una piccola tromba marina semina il panico nell’area portuale per qualche minuto. Distrugge qualche container, ma la sua forza a contatto con la terraferma lo placa, verrà seguita a fine ottobre da un'altra tromba d’aria alla vicina Terracina, che causerà danni maggiori. Nello stesso giorno a Castrocielo, un tronco divelto dal vento rovina su due persone in auto e le uccide. In Trentino vengono abbattuti il 30 ottobre da un vento registrato a 140 km all’ora, oltre 1,5 milioni di piccoli abeti, mettendo in ginocchio la produttività della val di Fiemme e della val di Fassa. Uno spettacolo raccapricciante, intere foreste messe giù da un vento fortissimo, registrato in un solo giorno, fortunatamente in zone disabitate, ma anche le zone abitate hanno visto diversi danneggiamenti ad abitazioni ed edifici di vario genere.

Arriviamo ai primi giorni di Febbraio del 2019, quando un'altra perturbazione con forte vento investe città come Torraca e Sapri, che solo ora, a marzo sono stati messi a posto dal genio civile. Febbraio è un vero e proprio bollettino di guerra: non passa giorno che le notizie sul maltempo si susseguono, in tutto il mondo e culminano con l’incidente a San Sebastiano al Vesuvio, in provincia di Napoli, dove madre e figlio vengono colpiti dentro la loro auto da un albero sradicato dal vento.

Oramai venti di scirocco a 100 km all’ora vicino al mare e alberi sradicati, dalla Liguria alla Calabria, non fanno più notizia, le immagini degli alberi in mezzo alla strada si susseguono, sempre la stessa scena, cambia il nome delle città. Finalmente arriviamo alla notte dell’11 Marzo, nella Città al rovescio, la mia Salerno. Una fitta pioggia, vento e grandine hanno interessato l’area di Salerno città e del salernitano, causando danni alla viabilità, a mezzi ed abitazioni. Tutti i salernitani, la mattina del 12 hanno alzato la testa e controllato se il tetto era ancora integro, se l’auto era al suo posto, se qualche pianta non fosse finita addosso al suo palazzo. Gravi i danni nel quartiere di Torrione, diversi alberi ad alto fusto divelti dalla furia del vento e stramazzati con violenza al suolo o su auto parcheggiate nelle loro vicinanze. Danni. Rabbia. Paura. Tutto questo quando un uragano causa in Africa mille dispersi, e un milione e mezzo di profughi climatici. Lo Spettacolo Deve Ancora Cominciare…

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