Reddito di Cittadinanza

Un buon libro per chi vuole informarsi correttamente sul reddito di cittadinanza. Stefano Feltri scrive, se vogliamo, un "instant book" sul reddito di cittadinanza destinato a restare, in quanto scrive con sorprendente semplicità in riguardo alla questione che, troppo spesso viene condita davvero troppo di paroloni e astrusi teoremi. Feltri leva il superfluo e arriva all'essenza, a ciò che c'è da sapere. Il libro è preceduto da una prefazione del libro di De Masi. La presentazione di De Masi è da non saltare, scritta in maniera anche essa comprensibile allarga i tratti della discussione sia dal punto di vista temporale che geografico.

Quello che mi è piaciuto del libro di Feltri è che si nota chiaramente che il percorso cognitivo sulla questione BIN, o reddito di cittadinanza è simile al mio. Inizialmente c'è stato un rifiuto, si è pensato alla solita follia pseudo progressista o fantaliberista, poi, dopo una accurata digestione, ci si rende conto che questa misura rappresenta il futuro, non è stata e non sarà mai la bandiera di un singolo movimento, ma sarà il mare tempestoso dentro il quale tutti quelli che si interessano di welfare dovranno navigare negli anni futuri. Feltri inizia con una descrizione di quello che è la antistoria e un piccolo glossarietto sui termini fondamentali, il reddito di cittadinanza, il reddito incondizionato. Si prosegue la trattazione analizzando i redditi di cittadinanza che sono attivi in tutta Europa, passandone in rassegna i principali, senza approfondirne sufficientemente le misure e le varie polemiche che , naturalmente, queste misure si portano appresso in tutti i Paesi dove la misura di welfare universale viene inserita.

Qui inizia la parte che ci da un vero valore aggiunto del breve libro di Feltri, la trattazione della storia recente del Reddito di Cittadinanza nel nostro Paese. Una disamina completa e puntuale, che descrive correttamente misure e commenti alle stesse fatte dagli stessi attori in campo. Feltri mette in ordine gli ultimi anni in questo campo in Italia, costruendo in un memorabile crescendo rossiniano, la storia, prima di timide misure da 100-300 euro al mese, fino ad arrivare al 2015-2018 che vede l'introduzione del REI e di tante misure, promossa da questo o quell'ente, come quella di Livorno, che sono nettamente più cospicue, soprattutto se si prendono come paragone i 40 euro della social card.

Nel capitolo successivo Feltri si addentra nella presentazione della proposta di legge del Movimento 5 Stelle, diventata in un secondo momento proposta centrale della campagna elettorale del 2018. In questo capitolo si vede davvero il "vademecum" sul reddito di cittadinanza, come presentato in quarta di copertina da De Masi. A mia memoria, la proposta del m5s non è mai stata presentata in maniera così completa, e soprattutto imparziale. Molti commentatori, prima di commentare la misura stessa, si "arrampicano" a spiegarne i costi. In pratica scrivere del costo di una cosa prima di descriverla vuol dire cercarne di vendere il rifiuto alla cosa stessa. Molto più correttamente Feltri Dedica il capitolo successivo alle coperture. La questione della casa, si/casa no, che sposta le spesa da 15 a 28 miliardi, come descritto anche nell'ultimo libro di Perotti. Poi descrive quali sono le coperture che furono indicate dalla allora Senatrice Catalfo, fino ad arrivare alle recenti polemiche con i quotidiani e gli esperti economisti sulle coperture, due casi su tutti, Fioramonti e Tridico.

Ovviamente, anche l'autore sa che il lavoro di partenza sul reddito di cittadinanza verrà chiarito, emendato, allungato modificato; l'importante è capire pochi concetti fondamentali sul perché di questa misura così innovativa per il nostro Paese, introdotta in un momento davvero drammatico.

Le conclusioni di Feltri non sono incoraggianti, Ora, (2018) per feltri siamo ad un punto morto, "il dibattito politico e culturale sembra avviato in due vicoli ciechi...il primo è quello delle coperture finanziarie...il secondo è quello della Condizionalità." Il secondo vicolo cieco è decisamente più interessante del primo. E probabilmente feltri ha colpito nel segno, tuttavia la discussione nel merito della misura è appena all'inizio. Va da se che la stessa misura potrà essere utilizzata nel meridione d'Italia dai disoccupati organizzati, quelli che vivono di sussidi da geneazioni e non accettano lavori per non perdere i sussidi o il reddito che glieli procurerebbe, e nel nord dai disoccupati freschi freschi causati dall'automazione. Al di la delle discussioni da specialisti sulla misura o sul credito fiscale, misura che Feltri timidamente propone, bisognerebbe capire quali strategie adoperare per migliorare la performance e la creazione di valore aggiunto delle imprese pubbliche e private del Paese, in modo da fare diventare la lotta alla povertà una battaglia residuale.

Davide Gatto

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