L'elezione di ieri di Roberto Fico come Presidente della Camera ci ha regalato una grande emozio

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Ieri il Parlamento ha votato i due Presidenti delle Camere.

Questa scelta non ha nessun rapporto con la futura formazione del governo, si è scelto di fare così per cominciare a ridare centralità al Parlamento, a cominciare dal primo dettato alla base della nostra democrazia: tenere ben distinte le funzioni dello Stato, quella legislativa e quella esecutiva. Come Costituzione comanda. Dove le camere siano controllo istituzionale del potere esecutivo.

Si è valutato che era giusto dare riconoscimento al voto popolare che il 4 marzo ha espresso una precisa volontà.

Il 37% dei voti degli italiani è andato alla coalizione di destra (ci piaccia o non ci piaccia è piaciuto al 37% degli italiani che è andato al voto). Il 33% dei voti è andato al M5s.

La coalizione ha espresso il proprio candidato (unico veto che abbiamo potuto porre è stato che non fosse un condannato), il M5S ha espresso il proprio candidato. Nel rispetto della volontà popolare si è votato. Senza nessun "accordo" ulteriore e senza alcun "inciucio" che fosse preparatorio di future alleanze, ma con estrema trasparenza. Bisogna rimarcare con forza che queste scelte NON hanno nessuna implicazione per la formazione del futuro governo.

La nostra Costituzione è basata su di un Parlamento forte, siamo una Repubblica Parlamentare e dobbiamo ridare centralità al parlamento.

Dobbiamo uscire dalla scellerata legislazione di delega, per esempio, e dalla prassi dei decreti leggi, dal controllo del governo sul parlamento, che cosi perde le sue funzioni e a questo punto lasciatemelo dire, la sua ragione d'essere.

Occorre riportare la funzione legiferante in mano al Parlamento e RIDIMENSIONARE le funzioni del governo. Ricordate la lettera della J. p. Morgan (gruppo privato bancario, statunitense) al nostro presidente del consiglio in carica, nel 2013, che ci accusava di avere una Costituzione "troppo democratica" con un "Parlamento troppo forte" che era di impedimento alle "riforme" liberiste sul lavoro e che concedeva troppe libertà individuali?

Ci ha provato Renzi con la Contro riforma della Carta Costituzionale, ad invertire questo rapporto di forza negli interessi della finanza internazionale e delle banche, a sottrarre centralità al Parlamento ed ad accentrare il potere, ma il popolo Italiano ha rigettato la riforma al mittente. Ma Renzi non è stato il solo e non è stato il primo (e non sarà l'ultimo). Il processo è iniziato decenni fa negli anni '90, è un processo innescato da prassi e da leggi che stanno cambiando lo scenario a poco a poco. Nostro compito è invertire la marcia ed il verso.

Cominciamo a non usare il termine Premier che non è costituzionale ma che è proprio delle costituzioni presidenziali, cominciamo ad essere tutti noi meno "governocentrici", se non vogliamo fare il gioco dei potenti della terra, degli sfruttatori, di quel l'1%, detentore del 99% della ricchezza e del potere. Se vogliamo davvero, come abbiamo fatto, difendere, per attuare, la nostra Costituzione.

Una Costituzione, come ha ricordato ieri il neo eletto Presidente della Camera Roberto Fico, nell'anniversario dell'eccidio delle fosse Ardeatine, orgogliosamente antifascista.

Sen. Paola Nugnes (M5S)

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