Realjuve, la verità!


Prima di augurare ai tifosi del Real Madrid e ai Tifosi della Juventus un salomonico “che vinca il migliore”, approfitto dell’evento di Cardiff per spiegare come la finanza internazionale sta influenzando il mondo del calcio.

Cerchiamo di capire perché il cartellino di Cristiano Ronaldo o Di Gonzalo Higuain vale 20 volte in più di quanto Ferlaino pagò per Diego Armando Maradona acquistandolo dal Barcellona. Mentre tutti i commentatori sportivi parlano di una disfida tra due club sportivi, uno spagnolo e un altro italiano, la cosa è ben diversa. Dal punto di vista formale è vero ciò che dicono, i due club sono iscritti alle leghe nazionali di Spagna e Italia, e sono società sportive riconosciute dal diritto dei rispettivi paesi, ma la proprietà dei capitali non è più appartenente alle nazioni a cui sono iscritte le due storiche e pluripremiate franchige. Partiamo dalla Juventus FC, “i buoni”, gli “italiani”, guidata dal portierone Buffon che più italiano di lui non c’è. Ebbene, come è noto, il 26,2% del capitale della Juventus è in mano al mercato, attraverso il listino di Milano, acquistabile praticamente da chiunque, italiani e stranieri. Il 10% invece è detenuto da una finanziaria irlandese, la Lindsell Train, che, per semplificare, paga stipendio e attività di uno degli undici fantastici giocatori di Casa Sabauda. Poi la grande parte del capitale è in mano alla famiglia Agnelli et similia. La grande novità è che oramai il capitale della famiglia agnelli (viste le note vicende fiat-FCA) si è completamente trasferito in Olanda, nella EXOR N.V., prima controllata da una società in accomandita italiana, la Giovanni Agnelli Soc Accomandita per azioni E da dicembre 2016, diventata la Giovanni Agnelli BV, dopo una fusione con la società in accomandita italiana.

Scrive Ferruccio de Bortoli nel suo nuovo "poteri forti (o quasi)": "Sergio Marchionne e John Elkann sono stati accompagnati alla frontiera dall'allora premier matteo Renzi, che li ha pure ringraziati, indicandoli ad esempio. E non ha pensato nemmeno ad una sorta di exit tax", ma questo è un altro discorso...

Dunque non solo giocatori stranieri, ma anche capitali stranieri, anche se abbiamo gruppo dirigente italiano in un torneo italiano "de Jure". Ma se la nostra "Atene" ha visto fuggire gli ateniesi in altri lidi, Sparta sicuramente sta messa peggio. Ebbene si, i “galacticos” sono stati molto più spregiudicati in quanto alla ricerca di capitali. In pratica si sono fatti comprare da un fondo in mano ad un ente pubblico straniero, di Abu Dhabi, oltre ad avere accettato sponsorizzazioni da tutto il mondo, ad esempio anche dalla cinese Luyuan.

Dal 2015 anni il Real Madrid ha cancellato la famosa “Croce Borbonica” sulla corona per poter vendere meglio i suoi gadget agli arabi, e per non disturbare il sentimento degli uomini della finanza che indossano il turbante.

Il calcio dal punto di vista sportivo ed emozionale è un gioco straordinario, milioni di persone si affezionano a tornei ed atleti in tutto il mondo, esiste un campionato dal punto di vista tecnico sportivo ed uno dal punto di vista finanziario, e la cosa più interessante è che quanto più vinci e più sei famoso, tanto più incassi rispetto agli altri, tanto da “vincere” talmente tanto da potere vincere in serie e in seguito decine di tornei.

L’ultimo ritrovato in questo campo è la TPO (third party ownership, in italiano si parla di diritti economici delle terze parti) è una operazione nella quale una quota del cartellino del campione viene acquistato da un privato o da un fondo privato, che partecipa al guadagno sulle future cessioni. Secondo KPMG in Spagna solo nei tornei UEFA queste TPO valgono già 1,1 miliardi di Euro, in pratica più del 5% del valore celle transazioni in questo mercato. Le TPO nascono in Brasile e il fenomeno è largamente diffuso. E in Europa la diffusione si sta ampliando nell’Europa orientale, va detto che la UEFA si è già dichiarata contro il fenomeno di questo prodotto finanziario, e lo ha inizialmente respinto duramente, Ma la FIFA, l’organizzazione internazionale del Calcio, oramai vede di buon occhio questo fenomeno e non può fare oramai a meno di queste operazioni.

Dunque l’indulgenza della FIFA ha fatto entrare investitori di tutti i tipi, il pericolo riciclaggio, influenze esterne, pericolo di combine di cui parlava la UEFA, è alle porte, senza pensare al fatto che se ci si guadagna sulle plusvalenze delle transazioni, do ogni transazione, il cd top player sarà invogliato a cambiare squadra spesso e volentieri, in modo da moltiplicare i guadagni. Praticamente per fare un esempio, Cristiano Ronaldo è cartellinato Real, ma chiunque può investirci e guadagnarci sopra, anche il fondo olandese EXOR NV, se ne acquistasse diritti economici di immagine. Va da se che questo fondo, può decidere di fare perdere la Juventus per lucrare sul TPO sottoscritto su Cristiano Ronaldo. Un bello schifo insomma, che non ha a che fare con il calcio che conosciamo, fatto da sprito di sacrificio per i compagni e gioco di squadra.

Esistono decine di tornei sportivi, ma probabilmente il più prestigioso è il Deloitte Football Money League. Infatti la Deloitte, nota società internazionale di revisione contabile, al pari delle famose società di rating, ogni anno redige una classifica “finanziaria” dei vari club, chiamandola appunto “Money League”. Quest’anno ha vinto il Manchester United, squadra che ha visto una annata opaca, ma che comunque si è aggiudicata la Europa League(oltre a rendersi protagonista dell'ennesimo acquisto di Pogba, gipovane bandiera della Juve, secondo il Barca, Terzo il Real, squadre spagnole che fanno oltre 90 punti in campionato e vanno praticamente sempre fino in fondo in champions league, il torneo più difficile del mondo.

Il Club Bianconero si è classificato al decimo posto del Deloitte Football Money League. Questo significa che la sua capacità di attrarre denaro è inferiore rispetto a quella di altri club e quindi per restare competitiva è costretta a metterci continuamente risorse direttamente dal fondo di famiglia.

Questa classifica si fa segnalare per due motivi, il primo che lo studio deloitte interessa tutte le imprese impiegate in sponsorizzazioni sportive o in investimenti finanziari, dunque i “primi dieci club” saranno oggetto di investimenti continui e sempre più grandi, il secondo è che il divario e la capacità di fund raising delle prime tre società sta raggiungendo livelli inumani, talmente alti da potere finanziare tornei interi, altro che squadre. Nel grafico si nota la crescita vertiginosa della raccolta dei tre top club, che in pochi anni, raggiungeranno il miliardo l’anno di raccolta.

Quando scoppierà questa bolla? Intanto, per soddisfare la vostra curiosità finanziarie diamo le postazioni in classifica delle altre squadre italiane, la Roma(15ma), Il Milan (16ma) L’Inter (19 ma), e, fuori dai primi 20, il Napoli, che si classifica trentesima squadra.

A questo punto un augurio a tutti i tifosi di godere di una meravigliosa serata di sport, ma state tranquilli, che chi ha investito sia in Higuain che in Ronaldo, comunque vada, ha già vinto un bel gruzzoletto da aggiungere al suo già fantasmagorico capitale.

Davide Gatto

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