Quanto è breve la strada Da Virginia Raggi a Davide Grasso.

Chi è Davide Grasso?

Una ragazzo che si sta facendo conoscere in ambito internazionale….

Scherzi a parte si tratta di un ex No Tav che attualmente è in Turchia a combattere l’ISIS insieme ai combattenti Curdi. In passato il giovane No Tav, diciamolo, proveniente dal mondo dei centri sociali ( il suo si chiama Asakatasuna) è rimasto coinvolto nell’ occupazione di una ditta che lavorava nel cantiere del TAV a Chiomonte, la stessa Chiomonte che ha visto condannato, tra altri, anche Beppe Grillo, Alberto Perino e Nicoletta Dosio, a 4 mesi perché aveva violato un sigillo in una baita, durante una manifestazione NO Tav.

Chi è invece Virginia Raggi lo sappiamo tutti, basta dare uno sguardo alla copertina di un giornale o ascoltare la radio o una televisione, stiamo parlando di uno degli esponenti di spicco del MoVimento 5 Stelle, appena rieletto nelle fila del Movimento a Sindaco della Capitale. L’avvocato Virginia Raggi, già collaudato consigliere comunale, TUEL in mano, e appena eletto sindaco, ha iniziato, colloquio dopo colloquio, a fare egregiamente la parte del Sindaco di Roma, cercando di formare la giunta. Però è bastata una estate a far dimettere un assessore che lei stessa aveva nominato, al bilancio ed un magistrato che aveva nominato come capostaff.

Detto tra noi sono tante le cose che ha fatto che a me sono sembrate ottime, usando il Cencelli con le correnti delle varie faide storiche romane, ascoltando amici e nemici, valutando la disponibilità di ottimi professionisti del settore e finalmente raccogliendo i primi frutti, anche con la nomina di alcuni professionisti nelle famigerate aziende partecipate romane, e nominando addirittura un consulente di queste partecipate come assessore all’ambiente.

Purtroppo poi proprio questo “colpo” è iniziato a traballare, pare invece che sia stato aperto un fascicolo ad Aprile su questo nuovo assessore e che questo assessore, proprio perché non aveva capito di cosa si trattasse, non lo aveva comunicato a chi di dovere, cioè, non il direttorio né il minidirettorio ma l’ente che distribuisce in Italia le certificazioni, lo Staff di Grillo.

Tra l’altro in futuro chissà quanti avvisi di Garanzia arriveranno alla sindaca di roma a seguito di esposti fatti apposta dalle opposizioni, solo per sentire sproloqui sulle regole, prassi e non regole del Movimento.

Francamente non mi interessa valutare il flop o il boom della nuova giunta romana, e neanche prevederne il futuro. Quello che mi preoccupa è: cosa succederebbe domani mattina se il Movimento 5 Stelle dovesse cessare di esistere.

Domani mattina, forse esagero?

No cari miei, in Italia le cose succedono dalla sera alla mattina, come dice la canzone Bella, Ciao! “una mattina mi son svegliato e ho trovato l’invasor”; questo per ricordarci che gli 8 Settembre, giorno anche del V-day, in Italia, accadono.

Insomma la mia domanda è, vista la fine di un ennesimo sogno, di una utopia che stringe milioni di persone intorno a quella che molti auto definiscono una comunità, cosa succederà a tanti componenti di questa comunità? Si radicalizzeranno? Ovviamente non ho risposta ma scrivendo dal Sud posso dire che tra pochissimi anni una parte della popolazione dovrà per forza mostrare la sua insofferenza verso quello che è il loro destino dettato dalla situazione economica, già disastrosa, ragione per cui, credo che tanti, anche tanti ragazzi che si sono avvicinati all’attivismo nel movimento 5 stelle, alla fine di questa utopia, prenderanno strade diverse e faranno altre scelte, visto che questo sogno di una società più giusta è l’ultimo baluardo in cui hanno creduto e che hanno visto spegnersi davanti ai loro occhi.

Nessuno si rassegnerà all’avvento del Movimento 2.0, schiavo di campagne elettorali, di direttori e minidirettori, di riunioni solo per eletti, di regole non atte a rovesciare la piramide, ma a costruirne una nuova.

Il Movimento 2.0 semplicemente non esiste perché il movimento è uno e non può essere cambiato, perché se cambi un sogno si tratta di un altro sogno, non di un sogno 2.0. Per questo motivo spero che le persone che hanno più autorità in questo momento sul MoVimento 5 stelle, cioè Davide Casaleggio e Beppe Grillo recepiscano quanto ho scritto e prendano decisioni tali da potere difendere il nostro sogno, anche ritirando il simbolo elettorale da ogni gara da qui in poi, troveremo un altro modo per rovesciare la piramide.

Davide Gatto

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