Il Re Fisco è nudo.


Riceviamo e pubblichiamo un contributo dalla professoressa Viviano su un libro che riguarda il fisco del prof. Giovannini.

“I tributi possono essere accettati col ragionamento e con una rete di valori condivisa e rispettata da tutti. L'evasione, le ruberie, lo sperpero del denaro pubblico, la criminalità economica sono come la gramigna nel campo di grano. Il sistema fiscale va ripensato in profondità. Sono indispensabili cambiamenti strutturali, sforbiciate qua e là non bastano più. Occorre ripartire dalla legalità e dall'equità. Solo così si potrà avere un sistema adeguato ad un moderno stato democratico e ad una moderna economia. E solo così si potranno avere tasse sopportabili per tutti. Intorno a queste "colonne d'ercole" si può ancora costruire qualcosa di buono, che abbandoni lo stantio del passato e ridia fiato alla giustizia sociale, all'economia produttiva, al lavoro, ai saperi, alla ragionevole imposizione.” Questa è la presentazione del libro stampata in copertina.

Lo stile dell’autore, Professore Ordinario di Diritto Tributario presso l’Università di Siena, è indubbiamente divulgativo o socio-politico, piuttosto che scientifico. Il libro colpisce il lettore per la sua chiarezza e semplicità rispetto a temi non facili, quindi può essere tranquillamente letto anche da chi non mastica giornalmente di tasse, di imposte e di contributi!

Il libro, oltre ad essere interessante e scritto con linguaggio brillante, fornisce anche utili indicazioni al legislatore tributario, nella speranza che Questi (il legislatore) ascolti i suggerimenti da parte di chi studia le dinamiche tributarie e gli istituti giuridici che costituiscono l’ordinamento giuridico nazionale per passione e per missione accademica e perché no, per cultura scientifica.

In qualità di ricercatore del diritto tributario, mi sia consentito precisare che osservando la materia tributaria, chi è effettivamente e realmente nudo è indubbiamente il contribuente, sempre più oppresso da norme e da balzelli vari fino a raggiungere una pressione fiscale pari al 43%. Tale oppressione termina solo da 3 di giugno, giorno dal quale finalmente il contribuente italiano può liberarsi del fardello chiamato fisco e può iniziare a lavorare per sé stesso e la propria famiglia.

L’unico aspetto negativo del testo è rappresentato dai caratteri di stampa che, a mio parere, sono piccoli. Ad ogni buon conto mi permetto di consigliare la lettura del libro.

Maria Rosaria Viviano

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